Tra parole affilate come stelle e verità che brillano nel buio, Azzurra Pasquali si racconta senza filtri. In questa chiacchierata intensa e tagliente, l’autrice di Stellaria apre le porte del suo universo narrativo, svelando ispirazioni, ombre e scintille creative.
L’intervista
Buongiorno Azzurra e benvenuta. Inizio questa nostra intervista chiedendoti chi sei? Parlaci un po’ di te. Cosa fai nella vita?
Sono un’autrice indipendente e una lettrice nerd che dal 2019 gestisce un angolino tranquillo su Instagram dove parlare delle mie passioni “storiche”: lettura e scrittura.
Nella vita sono consulente informatico e creo software. Ho due figli con la coda e un marito che per fortuna capisce il mio bisogno di creare storie.
Hai molti progetti editoriali attivi. Ti va di parlarci di loro?
Ho all’attivo cinque romanzi autoprodotti e il sesto è programmato per il 2026.
Wild Hunt è un portal e urban fantasy per adulti autoconclusivo, ambientato per metà in Italia e per metà in un mondo magico. La storia segue i guerrieri della Caccia Selvaggia che dopo essere stati esiliati dalla regina del loro regno magico sulla Terra cercano di tornare a casa ritrovandosi a collaborare dopo secoli di distanza. I temi centrali sono la vendetta e il desiderio di riscatto.
Numbers è un post-apocalittico autoconclusivo new adult ambientato a Mantova, in posti visitabili. Parla di sei sconosciuti che lottano per la sopravvivenza in un mondo governato dal fanatismo religioso e dalla discriminazione verso chi è diverso. I temi principali sono la sopravvivenza, la found family e la lotta contro i pregiudizi. Sono presenti anche alcune parti più romantiche con i tropes enemies to lovers e slow burn.
Bodhi, con i volumi Cuore di Ferro e Anima di Fuoco, è una dilogia distopica per adulti in cui l’umanità sopravvive all’interno di un’enorme residenza mobile a forma di corpo umano. Gli abitanti del Bodhi non possono uscire. Il mondo fuori è mortale e all’interno il governo oppressivo condanna a morte le persone al minimo sbaglio. La storia segue le vicende di tre personaggi: un meccanico, una sinapsi che può pilotare la struttura con la mente, e una specialista, che devono sopravvivere e scoprire i segreti del Bodhi.
Infine Stellaria è uno space romance autoconclusivo ambientato nello spazio tra astronavi, stelle e pianeti. Una pilota di astronavi che non crede più in se stessa, dopo l’incidente che le è costato la gamba e la carriera, accetta un lavoro che la obbligherà a fare i conti con il proprio passato. Un alieno in fuga dal suo pianeta e si imbarca sulla stessa nave portando con sé un oggetto rubato dal potenziale devastante per la galassia. I due si ritroveranno a collaborare, avvicinandosi sempre di più, e insieme cercheranno di salvare la galassia. I temi principali sono il ritrovare se stessi e il desiderio di riscatto. I trope principali sono forced proximity e strangers to allies to lovers.
Ora ci concentriamo su Stellaria. Parlaci di lui. Come è nato questo libro?
Avevo in mente una storia ambientata nello spazio, tra astronavi e pianeti, da tanti anni e ho provato varie direzioni per molto tempo finché non è arrivata quella giusta. L’unica cosa che non è mai cambiata era l’idea della protagonista che doveva essere una pilota. Con Stellaria ho voluto concentrarmi sulla parte romance, sia per fare un esperimento assecondando le richieste dei miei lettori che volevano un romance, sia per sfidarmi lavorando con soli due pov (negli altri libri vanno da tre a sei).
Faith Morgan è una donna forte che non si lascia abbattere, nonostante la vita non sia stata gentile con lei e le abbia portato via sia una gamba che parte della famiglia. Dak Re-Dek è un personaggio maschile forte, protettivo nei confronti di Faith ma mai soffocante, è una vera green flag.
Scrivere di loro due e di come interagiscono è stato molto divertente, dopo tre anni di lavoro sulla dilogia Bodhi che portava temi molto difficili, avevo un estremo bisogno di dedicarmi a qualcosa che mi permettesse di divertirmi e svagarmi sia come scrittrice che come lettrice.
Hai la capacità di creare mondi fantastici incredibili. Dove hai preso l’ispirazione per Stellaria?
Grazie mille per il complimento. Mi sono sempre piaciute le storie ambientate nello spazio e la fantascienza in generale soprattutto quando declinata in contesti post-apocalittici o futuri distopici. È una passione che si riflette anche negli altri media che seguo come: film, videogiochi e serie tv, quindi è stato naturale a un certo punto voler creare un universo mio che seguisse questi argomenti e che rispondesse a domande sull’umanità del futuro e su come potrebbe essere.
Faith e Dak Re-Dek. Anche i nomi dei tuoi personaggi sono molto particolari. Hanno qualche significato nascosto?
Scelgo sempre nomi che siano distinguibili, facili da ricordare per il lettore e di cui mi piace il suono visto che dovrò leggerli e rileggerli per centinaia di volte mentre lavoro al testo. Faith in questo caso faceva parte di una rosa di nomi possibili che è stata poi votata dalla mia community sui social (tra gli altri c’erano Claire e Daisy), mentre per Dak avevo bisogno di un suono opposto, quasi tagliente in modo da collegarlo alla cultura aliena dei Serak e farne una delle loro caratteristiche (e sono tifosa dei Dallas Cowboys).
Come metodo di pubblicazione hai scelto il self publishing. Ti va di parlarci un po’ di questa tua scelta? Come gestisci tutte le fasi di pubblicazione, compreso l’editing?
Quando ho terminato di scrivere il mio secondo libro (Wild Hunt) uscivo da una serie di esperienze negative collezionate cercando una CE per un libro precedente che consistevano, tra le altre cose, in lunghe attese di risposte mai arrivate e nella poca flessibilità sulla sperimentazione e su alcuni contenuti.
Per quel secondo libro volevo qualcosa di diverso: ho quindi investito un anno di tempo per studiare tutto il possibile sulla pubblicazione indipendente e per capire se fosse una strada che avrei potuto percorrere. Ho letto manuali, guardato tutorial, fatto domande e acquistato tanti libri autoprodotti. Ho scelto dei professionisti con cui mi sarebbe piaciuto lavorare per la cura del libro e stabilito un budget per i lavori.
Alla fine dell’anno di studio il progetto di pubblicazione indipendente era pronto e mi ha permesso il totale controllo sull’autoproduzione di ogni libro. Questo riguarda la parte artistica, quella contenutistica, la possibilità di sperimentare e di cambiare genere, la gestione delle tempistiche di lavorazione e promozione, la scelta dei collaboratori e dei professionisti che lavoreranno sul libro, la scelta delle strategie e dei contenuti promozionali.
Tra una pubblicazione indipendente e l’altra ho anche collaborato con varie CE per raccolte di racconti e il “fastidio” che ho provato nel non poter gestire il lavoro, non poter scegliere la copertina, il prezzo e come promuovermi mi ha confermato di aver seguito la strada giusta per i miei romanzi.
Tra le fasi che preferisco del processo c’è la primissima rilettura privata in solitaria che solitamente faccio dopo aver terminato la prima bozza e averla lasciata riposare per qualche settimana o qualche mese. Riconosco che il testo è mio, ma allo stesso tempo sembra il testo di qualcun altro e solitamente è una storia che rispecchia perfettamente i miei gusti, è proprio la storia che avrei voluto leggere e che non riuscivo a trovare.
Un’altra fase che mi piace particolarmente è quella in cui progetto gli interni dell’impaginazione cartacea, di cui mi occupo in prima persona, creando grafiche e decorazioni che siano attinenti alla storia e all’atmosfera del libro. Credo infatti che il contenitore sia importante tanto quanto il contenuto e fornire un prodotto curato tanto dentro quanto fuori è uno degli obiettivi che mi pongo a ogni pubblicazione. Adoro anche progettare le box e fare i pacchetti per i lettori che comprano le copie autografate.
Per le copertine e per l’editing mi affido a professionisti di fiducia con cui stabiliamo un calendario lavori e siamo in costante contatto durante tutto il processo. Ogni volta intraprendiamo assieme un viaggio fatto di collaborazione, confronto e rispetto reciproco al fine di rendere il libro la migliore versione di se stesso.
Le tue copertine sono molto curate. Come nascono? Le progetti da sola oppure ti affidi a qualcuno?
Realizzo uno o più progetti iniziali molto dettagliati che comprendono una o più bozze del disegno, dell’impostazione generale e di eventuali vincoli relativi ai colori, poi affido il lavoro alla mia grafica di fiducia, Giulia Calligola, fornendole le mie bozze, una descrizione di cosa vorrei e immagini a supporto che chiariscano quali sono le atmosfere della storia che vorrei si riflettessero nell’impostazione della cover.
Come riesci a conciliare vita privata e scrittura?
A dire la verità non ci riesco. La gestione del tempo è uno degli aspetti più complessi di questo lavoro. In Italia è molto difficile riuscire a vivere di sola scrittura e la stragrande maggioranza degli autori ha quindi un altro lavoro principale per pagare le bollette che relega la scrittura nei ritagli di tempo in un difficile incastro con la gestione della casa, della famiglia e degli impegni.
Inoltre, il lavoro di autore in questo periodo storico non può più considerarsi strettamente relativo alla scrittura, la maggior parte del tempo è investita nella promozione e nella gestione di tutta la parte social e di marketing indispensabile per farsi conoscere.
Cerco di fare il possibile per portare avanti tutti questi aspetti, in alcuni periodi riesco, in altri la vita diventa un caos semi-controllato con anche il mestiere dell’autore indipendente in mezzo. La presenza di familiari stretti che comprendono questo tipo di lavoro e aiutano a conciliare vita e scrittura è fondamentale. In base alla mia esperienza è indispensabile che le persone più vicine a un autore capiscano che sta lavorando e che contribuiscano a preservare gli spazi dedicati alla scrittura (e alle attività connesse alla scrittura) condividendo il carico mentale e di energie relativo a tutti gli altri aspetti della vita.
Hai in lavorazione altri progetti editoriali?
Ho vari progetti aperti e in generale sto sempre scrivendo qualcosa anche se non so se poi vedrà la luce. Il progetto più importante per il 2026 è l’uscita di Zenith, un planetary romance autoconclusivo ambientato nello stesso universo di Stellaria. Sarà leggibile in modo indipendente dal libro principale in quanto seguirà un’altra coppia e i lettori saranno liberi di scegliere da quale cominciare: se seguire l’ordine di pubblicazione o leggere prima Zenith e poi recuperare Stellaria come prequel. Nel momento in cui rispondo a queste domande, il testo è in fase di editing e ha già una cover definitiva ancora segreta.
Quale è il progetto editoriale di cui vai più fiera?
Senza dubbio Bodhi, una dilogia distopica divisa nei volumi Cuore di Ferro e Anima di Fuoco in cui l’umanità sopravvive all’interno di un’enorme residenza mobile a forma di corpo umano.
La storia è indirizzata a un pubblico adulto, amante delle distopie e delle ambientazioni post-apocalittiche. È pensata per i lettori che cercano una storia di sopravvivenza, di persone, di sfida, a cui piace porsi qualche domanda alla fine del libro e riflettere su cosa avrebbero fatto loro al posto dei personaggi.
Dopo aver scritto il racconto I guardanuvole per un progetto di beneficenza, in cui i protagonisti camminano all’interno di un cervello, coccolavo l’idea di posizionare gli esseri umani dentro “cose” insolite, grandi o piccole, in spazi chiusi in cui l’umanità avrebbe costruito una società con delle regole, dove le persone si sarebbero mosse in luoghi diversi dal comune e dove la storia avrebbe giocato con le proporzioni delle ambientazioni. Con un altro racconto L’ultima migrazione ho poi sviluppato una sfumatura della stessa idea in piccolo: un’intera civiltà racchiusa in una lampadina.
Seguendo questo filone all’inizio del progetto Bodhi volevo inserire minuscoli esseri umani all’interno di un corpo di dimensioni classiche, ma mi sono resa conto presto che ai fini della storia avrei dovuto invertire le proporzioni e far crescere una comunità dentro uno spazio gigantesco che avrebbe potuto accogliere migliaia di persone. Così i protagonisti della dilogia salgono e scendono centinaia di gradini all’interno del Bodhi dove possiamo trovare i livelli abitativi nelle costole, il cardiomotore che li riscalda, la cupola polmonare che filtra l’aria per loro… e anche un sacco di problemi.
All’interno del libro sono poi presenti pagine speciali, che raccolgono frammenti di documenti, ricostruzioni di video, email, chat e audio: una “storia nella storia” che permette al lettore di ricostruire come l’umanità è arrivata a rinchiudersi nella struttura.
Bodhi è stato il mio progetto più lungo e anche il più complesso, sia per l’ambientazione molto particolare che per i temi difficili. Per la prima stesura di Cuore di Ferro ci sono voluti dodici mesi tra impegni di lavoro e la vita in generale e abbiamo poi lavorato al romanzo per altri sette mesi prima dell’uscita. Il secondo volume della dilogia, Anima di Fuoco, ha richiesto invece due mesi di prima stesura e, per lasciare spazio al primo volume e alle attività connesse, è uscito un anno dopo la conclusione della sua prima bozza.
Tra i temi del libro ci sono il controllo dei corpi imposto alle donne dalla società, la fertilità, la libertà di scegliere se generare o meno una discendenza, il diritto all’autodeterminazione e la lotta per poter compiere le proprie scelte. È una storia di sopravvivenza e una storia di persone. Parla di evoluzione, di cambiamento e di sacrificio, di quello che resta dell’umanità con tutti i suoi punti di forza e di debolezza.
La trama
In un futuro lontano, il Concordato Stellare spinge le sue astronavi nello spazio profondo alla ricerca di asteroidi ricchi di materiali preziosi. Faith Morgan, un’umana dal passato tormentato, torna al servizio del Concordato come pilota dopo anni dal disastro della sua ultima missione. Segnata dall’incidente che le è costato una gamba e spinta da un disperato bisogno di denaro, si ritrova a lavorare fianco a fianco con un equipaggio che la disprezza.
Sulla stessa nave si imbarca Dak Re-Dek, in fuga dal suo pianeta. Deve nascondere i tatuaggi che celano la sua vera natura di serak, una specie temuta per la sua aggressività e per l’incapacità di gestire le emozioni. Con sé, Dak porta un segreto dal potenziale devastante per l’intera galassia.
Faith e Dak appartengono a specie nemiche. La logica vorrebbe che non collaborassero, né che stringessero un’improbabile alleanza per salvare il Concordato. Ancor meno dovrebbero provare sentimenti l’uno per l’altra. Eppure, il destino sembra avere altri piani.

Biografia autrice
Azzurra Pasquali è nata nel 1988. Vive a Mantova, assieme al marito ed ai figli gattosi. Nerd da sempre, adora guardare le stelle, costruire cose con la carta e dilapidare lo stipendio in Lego. Ha all’attivo la pubblicazione di alcuni racconti e dei seguenti romanzi: Wild Hunt – Cacciatori di potere, Numbers, Dilogia Bodhi – (Cuore di Ferro – vol.1 e Anima di Fuoco – vol.2) e Stellaria. Dal 2019 gestisce la pagina bookstagram @a_quiet_azzu.

