C’è un luogo in cui le storie nascono, si sviluppano, magari si interrompono, ma non si esauriscono mai del tutto perché scelgono di sostare. Per Rigo questo questo posto è il porto. Un punto di raccolta per esistenze ordinarie, per vite che si sfiorano senza incrociarsi davvero.
L’artista, partendo proprio dall’osservazione di queste esistenze ordinarie, realizza il concept album Al Porto, un progetto che nasce dalla volontà di raccontare la permanenza, difronte ad un mondo che premia l’evasione.
Il significato dell’album
Laddove la società premia l’evasione, Al Porto impone una contrapposizione: quella di chi sceglie di raccontare la permanenza. Rigo architetta un disco che è, a tutti gli effetti, un’analisi antropologica delle solitudini e delle inerzie contemporanee. Il progetto prende forma tra banchine e moli, in un luogo in cui le vite si affacciano senza spiegarsi, dove le storie non hanno nulla di sensazionale ma esistono, semplicemente. L’album si articola come una sequenza di storie di bordo che sono, in realtà, riflessioni sulla nostra collocazione nel mondo. Rigo non inventa né costruisce personaggi. Osserva le persone.
Come si riconosce dal suo stile di scrittura, l’artista non guarda alla società con cinismo, ma con occhio storiografico, rintracciando nelle persone che osserva i segni di una dignità ferma, che non teme la marea e, per questo, persiste.

La tracklist
L’album si compone di 11 tracce.
1. Incipit
2. 33 Giri
3. Amor In
4. Il Marinaio e la sua Sposa (feat. Iam Elle)
5. Prima Era
6. Naufragio (feat. Slat e Iam Elle)
7. Al Porto
8. Segni d’Arena
9. Mare d’Inverno
10. Esco Vago Torno
11. Temporale Estivo (feat. Paco)

Al Porto, canzone che dà il titolo all’album, è la colonna portante dell’intero progetto. Racchiude ciò che siamo e ciò che abbiamo il coraggio di dire, lasciando al mare il compito di giudice silenzioso, che accoglie tutto ciò che omettiamo.
Temporale estivo (feat. Paco) mette al centro l’idea che la conoscenza di sé e della propria storia sia l’unico giubbotto di salvataggio di cui siamo dotati per non annegare nel mare dell’incertezza.
33 Giri è un bravo ruvido. Rivendica la necessità di applicare il pensiero critico, nella vita quanto sul beat.
Incipit pone al centro le coordinate del viaggio della vita, invitando l’ascoltatore a leggere le “istruzioni per l’uso” prima di provare a definire cosa significhi essere umani.
E poi ancora abbiamo Il marinaio e la sua sposa (feat. con Iam Elle) e Naufragio (feat. Slat e Iam Elle), dove il mare è un luogo che accoglie per non annegare l’identità.
Infine, con Segni d’Arena, il disco raggiunge la sua consapevolezza più alta. La narrazione si chiude ricordandoci che la vita, così come il mare, può avere alti e barri, ma alla fine è una marea che ci consola per gravità.
Biografia artista
Mattia Righi, in arte Rigo, nasce e cresce a Cesena. Fin da giovanissimo si avvicina al mondo dell’hip-hop, prima come spettatore e poi come artista, grazie all’incontro con il producer Telle. Negli anni universitari il suo approccio alla musica cambia forma: l’hip-hop rimane la colonna portante; tuttavia, il verso diventa più narrativo e la struttura si avvicina all’essenzialità del cantautorato. Nel 2017 firma le musiche per diverse produzioni teatrali. Successivamente, nel 2020, arrivano i primi singoli, seguiti dall’album breve Esco, vago, torno. Nel 2025 la sua passione per la scrittura lo avvicina alla narrativa. Scrive infatti il racconto Balera, contenuto nella raccolta I segreti dell’Emilia Romagna.

