A tu per tu con Michele Castrucci per analizzare la verità dietro alla disperazione e alla fragilità, in un’intervista sincera che affronta temi difficili, ai limiti della depravazione umana.

L’intervista
Michele Castrucci, benvenuto nella nostra rubrica Interviste pungenti. Iniziamo chiedendoti di parlarci un po’ di te. Chi sei? Cosa fai nella vita?
Sono nato nel 1958 a Roma, ex dirigente bancario, in pensione dal 2020, ma con la passione della narrativa dal 2024, prima come lettore e poi come autore. Ultimamente mi dedico anche a recensire (gratuitamente) altri libri, perché trovo che si possa sempre imparare qualcosa da qualsiasi opera mettendo peraltro a disposizione la lunga esperienza fatta con editor professionisti.
Cave Canem, uscito nel 2024, è uno dei tuoi ultimi manoscritti. Parlaci di lui, come è nato?
Lo spunto per scrivere quel romanzo mi è stato offerto dalla lettura (2 anni prima della pubblicazione del libro) di una notizia sul web relativamente alla comunità degli Uomini Cane, che inizialmente credevo fosse una fake. Approfondendo ho letto, con innegabile sorpresa, che invece questa realtà esisteva realmente; nata e sviluppatasi in Gran Bretagna nel 2015/2016 per poi arrivare a un numero di “follower” che ha superato le 10.000 persone. A quel punto mi ha incuriosito la diversa lettura che ognuno di noi può dare alla differenza di specie (e non più di genere) e ho iniziato a costruire una trama che, pur con l’inevitabile contributo di fantasia, potesse dar luogo ad un thriller (perimetro che da un punto di vista narrativo rimane la mia confort zone). Prima di iniziare la stesura del romanzo (che ha richiesto poco meno di 3 mesi), ho dovuto affrontare un importante approfondimento cognitivo su tematiche relative alle parafilie, confrontandomi con una caregiver per farmi avallare gli assunti e le ipotesi specialistiche inserite all’interno del libro. Così come ho dovuto documentarmi meglio su alcuni aspetti teologici che fanno riferimento all’Antico Testamento (la fase preparatoria del romanzo è durata circa sei mesi) visto che uno dei co-protagonisti è un sacerdote.
La tua scrittura tratta temi particolarmente difficili, sfiorando i limiti della depravazione umana. Come riesci a scrivere mantenendo anche quel giusto distacco emotivo necessario per non lasciarsi coinvolgere?
Molte persone hanno la convinzione (errata) che gli Autori di questo perimetro narrativo siano mossi da “pulsioni” inconfessabili e forse inconsapevoli. Io cerco di limitare il mio intervento a quello di narratore senza esprimere giudizi o prendere posizione. Cerco di farlo con uno stile asciutto senza cadere in immagini volgari, ma con la convinzione che quando viene raccontato il “male” viene sempre a galla anche la “diversità”, verso la quale quasi tutti siamo attratti da una curiosità morbosa ma apparentemente pudica. Direi che di fronte al male/diversità esiste una diffusa presbiopia emozionale, tendiamo a non vedere le cose che ci sono quotidianamente accanto (a suffragare questa affermazione è sufficiente sentire quotidianamente i TG).
Dove trovi l’ispirazione per analizzare temi così complessi?
L’ispirazione per tutti i miei libri nasce da un evento che mi incuriosisce e che improvvisamente mi fa nascere la voglia di raccontare, ovviamente in versione elaborata con l’immaginazione, anche se spesso la realtà supera anche le fantasie dei romanzieri.
Quando è nata la tua passione per la scrittura?
Tutto nasce dal mio passato di grande lettore. Tra i trenta e i cinquanta anni leggevo almeno due o tre libri al mese. Ho iniziato prima con i grandi narratori di avventure: Wilbur Smith, Ken Follett, Clive Cussler, Dan Brown. Poi mi sono sempre più avvicinato al thriller e al crime (sopratutto quello targato USA), passando per Patricia Cornwell e James Patterson, anche se lo scrittore che mi ha fatto decidere di scrivere è stato poi il nostro Giorgio Faletti. Nel 2003 ho vinto il mio timore e ho deciso di iniziare a scrivere per gli altri, oltre che per me stesso. È stato un po’ come lanciarsi nel vuoto, perché poi si deve essere preparati al giudizio dei lettori che sono giustamente spietati e spesso posso disilludere le aspettative.
Hai all’attivo molte opere letterarie. Ti va di parlarci un po’ di loro?
Affari di Famiglia, 2022 (Di Leandro Editore): una storia basata su un personaggio vero, seppur elaborato autorialmente, e della sua indomita lotta alle Mafie.
L’Embrione, 2021 (Self publishing): Embrione, un’organizzazione occulta nata per definire un nuovo ordine mondiale entro l’anno 2029. Alta finanza, poteri forti e organizzazioni criminali si alternano come co-protagonisti in una catena di eventi drammatici.
Amore e Orrori, 2021 (Edizioni Ponte Sisto): Sensazioni e sapori si alternano incessantemente senza riuscire a ben delinearsi. Sono quelli della cucina e della morte, dell’amore e della speranza. Perversi desideri di una mente malata, trovano la loro realizzazione attraverso trasgressivi e lussuriosi omicidi realizzati attraverso ricette mortali.
La Grande scomparsa, 2014 (Falco Editore): un racconto dove tempo e luoghi diventano semplici convenzioni, un giallo fantasioso e scherzoso dove il grottesco si alterna al razionale.
Operazione Iram, 2009 (Armando Siciliano editore): Terzo millennio del calendario gregoriano. La nuova teocrazia wahabita ha di fatto sottomesso le nazioni dell’Europa mediterranea, tutto il medio-oriente fino alla Turchia e al Pakistan. La neo Confederazione degli Stati Islamici Uniti viene combattuta da un gruppo di uomini delle forze speciali.
Mente Seriale, 2007 (Armando Siciliano editore): un killer terrorizza Roma con i suoi efferati omicidi. Alla sua caccia si getta l’ispettore Corelli, uomo dilaniato tra senso del dovere, ricordi indelebili e affetti mai completamente vissuti.
L’ultima Caccia, 2004 (Armando Siciliano editore): Un gruppo di quattro terroristi prepara uno dei più terribili attentanti dell’ultimo secolo: Pietro II, il primo Papa cristiano dopo la riunificazione della Chiesa cattolica con quella ortodossa.
Molti dei tuoi profitti li devolvi alla beneficenza. Ci spieghi il motivo di questa scelta? Doni a qualche associazione specifica?
In passato ho accompagnato l’uscita dei miei libri a specifiche campagne per sostenere Associazioni a me care. Dopo l’eco importante e ingombrante attorno alla presunta promozione ingannevole della Ferragni è diventato tutto più burocratico e quindi preferisco essere vicino in silenzio e in via riservata ad alcune iniziative che mi convincono.
Ci descrivi la tua “routine” nel momento in cui ti siedi a comporre?
Quando è il momento di scrivere la routine diventa rigorosa e quasi inflessibile. Inizio la mattina verso le 9:00 fino all’ora di pranzo e poi riprendo verso le 16:00 per altre due o tre ore. Difficilmente salto un giorno. Uno “sgobbone” della scrittura. Una mia caratteristica è quella di scrivere dopo le prime 60/70 pagine la Fine, perché devo aver sempre presente la direzione verso la quale devo tendere.
Hai in lavorazione altri progetti editoriali? Sono in qualche modo collegati al libro Cave Canem?
È uscito a fine febbraio il nuovo romanzo Caccia Sacra che di fatto è uno spin-off narrativo di Cave Canem. Ci sono ancora alcuni personaggi ma ovviamente con una trama diversa. Lo definirei un Crime il cui nucleo narrativo però rimane il concetto di “diversità”, che in tutte le mie opere ha una centralità. Credo infatti che la diversità non deve necessariamente essere condivisa o accettata (parliamo evidentemente di estremizzazioni) ma osservata e compresa. Tutte le persone “diverse” (seppur nell’oscillazione che ognuno dà a questo termine) anche i serial killer hanno alle spalle “sofferenza”. Ovviamente poi non sono uno psicologo e scrivo libri (più intrattenimento che cultura) il cui intento è avvincere in prima battuta … poi ogni lettore ci può mettere quello che vuole del proprio pensiero. Ebbene Caccia Sacra parla proprio di questo e si svolge nella città di Roma che diventa co-protagonista nel romanzo presentandosi nella sua veste di città tanto splendida quanto vorace e cannibale.
La trama
In una Roma senza tempo la Polizia di Stato incrocia casualmente alcuni elementi sui cui raccogliere informazioni, senza avere inizialmente l’ufficialità dell’indagine. Nel cuore pulsante di una capitale insolita, dove le vite si intrecciano in un labirinto di ombre e luci, si disvela una narrazione che sfida i confini tra realtà e oscurità. Al centro della storia la sovrintendente Marianna Calabrese, intrappolata in un’attività investigativa che le farà scoprire gli “Uomini Cane“, un fenomeno sotterraneo che sfida ogni convenzione sociale e morale e che diventa uno specchio di una umanità che stenta a trovare una propria identità.
La trama, un mix tra pulp, noir e thriller, ha come fil rouge una visione della vita, e dell’etica religiosa in particolare, evidentemente fuori dal comune in una rappresentazione nella quale vengono accomunati protagonisti con diverse estrazioni, come Francesco Gambara (membro della comunità degli Uomini Cane che nega la differenza di specie tra il mondo umano e quello animale) e padre Gabriele Scalisi (un sacerdote dalla visione ortodossa che si rifà ai dogmi dell’Antico Testamento); un dedalo di personalità enigmatiche, ognuna in lotta con i propri demoni e fragilità. Cave Canem è un romanzo che invoglia ad esplorare gli abissi dell’animo umano, dove le maschere della civiltà cadono, rivelando profonde crepe di esistenze in bilico tra desiderio di normalità e chiamata selvaggia dell’istinto.
Un viaggio emozionante e coraggioso che sfida il lettore a riflettere sul vero significato del genere umano in un mondo dove gli uomini possono scegliere di vivere come cani, cercando libertà o forse fuga. In un’eterna lotta per trovare il proprio posto sotto il cielo.

L’autore
Michele Castrucci è nato a Roma (nel 1958) dove vive con la propria famiglia e dal 2002 si dedica con crescente passione e successo alla narrativa thriller, noir e spy story. Nelle sue storie trasferisce uno stile incalzante e immediato che si rifà alla migliore tradizione dei romanzi di genere d’oltreoceano, mediato da una narrazione più mediterranea.
Ha pubblicato: L’ultima Caccia (2004), Mente Seriale (2007) e Operazione Iram (2009 – Armando Siciliano Editore); La Grande scomparsa (2014 – Falco Editore); L’Embrione (2021 – Self publishing); Amore e Orrori (2021 – Edizioni Ponte Sisto); Affari di Famiglia (2022), Cave Canem (2024 – di Leandro Editore) e Caccia Sacra (2026 – Robin edizioni). Dal 2021 viene identificato come Charity Writer, devolvendo le proprie royalties a supporto di iniziative benefiche.

