L’Italia dei racconti nascosti: Lazio

Lazio, centro dell’antico Impero Romano, una delle regioni più importanti per la cultura italiana per i suoi beni storici, artistici, archeologici, architettonici e anche religiosi. Ma questa regione è anche un luogo di fascino, misteri e racconti che scopriremo nel nuovo appuntamento della nostra rubrica L’Italia dei racconti nascosti. 

Il fantasma di Beatrice Cenci (Roma)

La leggenda più celebre della capitale è segnata dall’ ingiustizia, quella di Beatrice Cenci. La sua non fu una vita fortunata: segnata dalla crudeltà di un padre violento che considerava le donne, persino la propria figlia, come meri oggetti. Esausta dai soprusi, Beatrice architettò la fine del suo aguzzino con la complicità dell’intera famiglia.
Il piano era simulare un incidente, ma l’inganno venne svelato e la condanna fu inevitabile: la morte. Giustiziata l’11 settembre 1599, Beatrice non ha mai lasciato davvero Roma. Si dice infatti che, ogni anno, nella notte tra il 10 e l’11 settembre, il suo fantasma riappaia su Ponte Sant’Angelo: una figura eterea che cammina verso il castello stringendo tra le mani la propria testa mozzata.

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La bella Galiana (Viterbo)

Vissuta nel dodicesimo secolo, Galiana era considerata la donna più bella della sua epoca, dotata di una grazia straordinaria, tanto che portò le città nemiche ad avere brame di conquiste. Si narra avesse una pelle bianca e trasparente. Una bellezza che divenne presto una maledizione per Viterbo, la giovane infatti fu il pretesto ideale per l’assedio dei romani, che erano decisi a portarla via. Tutto iniziò quando i viterbesi rifiutarono di consegnare la ragazza ai nobili romani che la pretendevano. Roma allora diede inizio all’assedio della città.
La leggenda vuole che, per evitare il massacro della popolazione, si raggiunse un accordo: ai nemici venne concesso di vederla un’ultima volta dalle mura. Tuttavia, un nobile romano, accecato dalla gelosia di non poterla avere, scagliò una freccia che colpì Galiana al cuore, uccidendola davanti agli occhi dei suoi concittadini.

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La principessa Ninfa (Cisterna di Latina)

I celebri Giardini di Ninfa, sono considerati tra i più belli al mondo, ma devono il loro nome a una tragica leggenda. Ninfa era la figlia del re locale. Il padre promise la sua mano a chi fosse riuscito a prosciugare le paludi circostanti. Si proposero per l’impresa: Martino, un ragazzo bravo che era amato dalla giovane, e Moro, un malvagio stregone.
Lo stregone riuscì nell’impresa, vincendo la sfida però in modo scorretto perché usò la magia nera. Il re però non potè fare altro che tenere federe alla parola data e lo proclamò vincitore, Disperata all’idea di sposarlo, la principessa si gettò dalle mura del castello nelle acque del lago, scomparendo per sempre. Si dice che il suo spirito abiti ancora tra i canali e le rovine fiorite del giardino, proteggendone la bellezza.

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La città sommersa (Sabate)

Si narra che un tempo, dove si trova il lago di Bracciano, sorgesse una città ricca ma abitata da persone superbe e crudeli. Un giorno, un mendicante, che secondo alcune versioni era un dio o un santo travestito, bussò a ogni porta chiedendo pane, ricevendo solo insulti e rifiuti. Solo una fanciulla, che viveva ai margini della città, divise con lui la sua unica pagnotta. Per ricompensarla, il viandante la avvertì di fuggire verso la collina senza mai voltarsi. Mentre scappava, un boato scosse la terra: la valle sprofondò e venne sommersa dalle acque, inghiottendo Sabate e i suoi abitanti.
Si dice che ancora oggi, nelle giornate di lago calmo, i pescatori possano scorgere sul fondo i tetti delle case e le punte dei campanili.

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Il prossimo appuntamento della rubrica ci porterà a est di Roma, tra l’Adriatico e gli Appennini, nella regione costituita da molti parchi nazionali e riserve naturali, ma anche da paesini medievali: l’Abruzzo.

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