Il corpo contro l’algoritmo: la sfida di Platone alla Silicon Valley

Nel pieno di una rivoluzione scientifica e sociale senza precedenti, l’umanità si trova di fronte a un interrogativo ancestrale: se le macchine possono pensare, l’uomo ha perso la sua unicità? La risposta non va cercata in nuovi codici di programmazione, ma nelle radici della filosofia occidentale. Simone Regazzoni, allievo di Jacques Derrida, sostiene che le domande di Platone siano oggi più attuali che mai. Il filosofo greco non viene evocato come un busto di marmo polveroso, ma come un “fuoco da riaccendere” per contrastare il cosiddetto tecno-bio-capitalismo promosso dai colossi della Silicon Valley.
Dalla Grecia antica all’era di ChatGPT, Simone Regazzoni con Platone nella Silicon Valley lancia un monito: l’intelligenza artificiale non potrà mai sostituire la “forza del corpo vivo” e il desiderio umano.

Il corpo contro l’algoritmo: la sfida di Platone alla Silicon Valley
© Ponte alle Grazie

L’intelligenza tecnologica e il limite della macchina

Scrivere oggi di tecnologia significa riconoscere i confini invalicabili tra la generazione vitale e la pura ricombinazione di dati. L’Intelligenza Artificiale, pur perfezionando e velocizzando il sapere, rimane una forma di intelligenza priva di corpo, inconscio, desiderio e amore. Se il progetto di Sam Altman presenta l’IA come una “nuova forma di vita”, la filosofia di Regazzoni ribadisce che il pensare è un atto incarnato. L’errore della modernità è stato privilegiare un’idea di mente astratta, rimuovendo la fatica e la forza vitale che muove l’essere umano.

Muhammad Ali e il pensiero incarnato

Per ereditare correttamente il pensiero platonico nell’epoca dell’IA, è necessario farlo dialogare con chi ha fatto del corpo la propria massima espressione. In un accostamento audace quanto necessario, la figura di Muhammad Ali emerge come quella di uno straordinario pensatore. Lo sport, amato dallo stesso Platone, viene identificato come uno spazio di pensiero incarnato. Letteratura, psicoanalisi, teatro e attività fisica diventano le armi per rivendicare il “piacere erotico” di essere una cosa viva, qualcosa che nessun algoritmo potrà mai generare o replicare. In questo scontro tra l’astrazione digitale e la resistenza biologica, la salvezza risiede nel rimettere in gioco la forza del corpo vivo.

Biografia autore

Simone Regazzoni, allievo di Jacques Derrida, ha conseguito un dottorato in Filosofia presso le Università di Parigi VIII e Genova. Ha insegnato presso l’Università Cattolica di Milano e l’Università di Pavia. È docente presso l’IRPA di Milano e Ancona. Pratica l’arte marziale del Hwa Rang Do, è cintura nera 1º dan di Tae Soo Do. È autore di una quindicina di volumi, tradotti di diverse lingue, tra cui ricordiamo: Derrida, Feltrinelli, 2018; La palestra di Platone, Ponte alle Grazie, 2020; Oceano, Ponte alle Grazie, 2022; Mia figlia, la filosofia, Ponte alle Grazie, 2023. È autore di tre romanzi: Abyss, Longanesi, 2014; Foresta di tenebra, Longanesi, 2017; I segni del male, Rizzoli, 2020.

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