Dal 3 aprile è disponibile il romanzo d’esordio di Yasmin Shakarami, Tokyo Love Story, edito Newton Compton. Nata in Germania, la Shakarami vive tutt’ora a Tokyo e, tramite le pagine del suo romanzo, traspare tutto l’amore che prova non solo per la città ma per la cultura giapponese. La sua storia è intrisa di tradizioni, modi di fare e leggende che per noi occidentali sono come favole mistiche ma che per i giapponesi sono pane quotidiano.
Tokyo Love Story è un romanzo che ti cattura fin dalle prime pagine: la ricerca di se stessi, la fuga dal proprio passato, e poi l’accettazione di esso stesso e delle proprie fragilità. Questi sono solo alcuni dei temi che la Shakarami affronta durante tutto l’arco narrativo. La protagonista, Malu, ha un solo e unico desiderio: lasciarsi tutto alle spalle. Per questo non ci pensa due volte prima di accettare un viaggio studio in Giappone, dove spera di ritrovare se stessa e una parte importante della sua vita che ha perduto.
Lo shock culturale è presente fin dalle prime pagine. La stazione di Tokyo viene descritta come il peggiore dei gomitoli di lana e la povera Malu sente quasi il bisogno di fare dietro front e tornarsene in Germania. Ma poi qualcosa accade e Tokyo sembra aprire le sue porte a una straniera innamorata così tanto di quella città da aver provato a imparare il giapponese da sola. Questa, però, non è l’unica novità a far girare la testa a Malu, che rimane folgorata da Kentaro, un ragazzo giapponese con origini tedesche, che sembra capirla più di chiunque altro.

Il romanzo è carico sia dal punto di vista emotivo che descrittivo: le parole della Shakarami sono dirette quando si parla di Tokyo. Vediamo la città e la sentiamo tramite le emozioni di Malu, i cui occhi sembrano catturare tutti i particolari che la circondano. La famiglia ospitante della protagonista è accogliente e tranquilla, così come vengono descritti quasi tutti i giapponesi al primo impatto. Un discorso a sé, però, deve essere fatto per Aya e Haruto: i due fratelli hanno un ruolo importantissimo nel percorso di crescita di Malu, che sembra riuscire a guarire le sue ferite proprio grazie al loro affetto. Un elemento che ci ha commosso particolarmente è la profonda amicizia che si crea fra Malu e Aya, due ragazze diametralmente opposte ma che riescono a dar vita al migliore dei legami.
Kentaro, o come lo chiama Malu, il cavaliere Jedi, è un personaggio ben costruito, che vediamo sempre e solo dal punto di vista di Malu, ma che la Shakarami descrive perfettamente in tutte le sue sfaccettature. È grazie a lui che la protagonista riesce ad ambientarsi e a conoscere Tokyo. Malu si lascia trascinare dal mistero che sembra circondare Kentaro come, appunto, il mantello di uno Jedi, scoprendo non solo angoli nascosti della città ma anche lati di se stessa che credeva spariti per sempre.
Grazie a lui, Malu si renderà conto di riuscire ancora a provare un sentimento così travolgente e, durante una notte al chiaro di luna, entrambi capiranno di amarsi.

Come tutte le storie d’amore, però, deve esserci sempre qualcuno o qualcosa a porsi nel mezzo. Sebbene inizialmente siamo convinti che l’ostacolo maggiore sia Aya, da sempre invaghita di Kentaro, in realtà sono i terribili eventi del 2011 a dividere i due giovani innamorati, che si trovano travolti dalle macerie di Tokyo, in parte distrutta da un terribile terremoto.
La descrizione di ciò che accade è così vivida che sembra di essere lì: in effetti Yasmin Shakarami ha vissuto in prima persona quegli eventi. Con un coraggio non indifferente, racconta dal punto di vista di Malu il susseguirsi dei momenti che il movimento di Onamazu, nome che i Giapponesi hanno dato a una delle placche tettoniche di Tokyo, crea nella bella città.

Il terremoto a Tokyo è il punto di svolta per la crescita personale di Malu: l’aver accettato di amare Kentaro era già un passo avanti enorme ma è grazie al terremoto che capisce quanta forza risiede dentro di lei. È Malu a gestire la situazione di panico nella sua famiglia ospitante: lei aiuta Aya a ritrovare i genitori ed è sempre lei a gettarsi tra le macerie della scuola per salvare Haruto e un suo compagno di classe. La Malu pervasa dalla paura, che abbiamo conosciuto all’inizio, svanisce e lascia il posto a una persona nuova, anche grazie a un confronto con il passato che chiuderà un cerchio doloroso. In tutto questo caos, senza possibilità di contattarlo e con il cuore in gola al pensiero di averlo perso, Malu girerà Tokyo in lungo e in largo cercando Kentaro fra i detriti e sperando di rivedere il suo cavaliere Jedi vivo.
Tokyo Love Story non è quindi solo e unicamente una storia d’amore. Malu fa i conti con il proprio passato, con il dolore costante di aver perso qualcuno che considerava una parte di sé, e arriva a capire di aver trovato un ragazzo in grado di farla sentire nuovamente completa. La protagonista non è superficiale o artificiosa, ma una persona in cerca di se stessa e di quella forza che ha perso. Malu torna a vivere non solo grazie a Kentaro, ma grazie a tutto ciò che lui rappresenta: un porto sicuro, un abbraccio e un modo per capire che, sebbene la vita ci abbia buttato giù, c’è sempre un modo per tornare in piedi.
