Viaggiare con i libri: In Scozia con “Questa non è una fiaba”

Oggi faremo assieme un altro viaggio: verso la terra madre dei brownie (non i dolci al cioccolato!), folletti ma anche Each-Uisge e il piccolo popolo. Avete qualche sospetto di quale posto sto parlando? (Fate finta di non aver letto il titolo.) Esatto! Parlo proprio della Scozia, quindi zaini in spalla e si parte.

Questo è il primo libro di Beatrice Spada nonostante abbia già lavorato da molti anni in editoria: laureata in Design della comunicazione nei campi del design editoriale, brand design e visual marketing, ha fatto parte del mondo editoriale progettando copertine dei libri e impaginandoli. Il romanzo, pubblicato in self, è uscito per la prima volta l’1 ottobre 2023, ma ha avuto già due edizioni speciali.

“Sono una persona curiosa attratta dalle storie, sia che mi siano raccontate, sia che sia io a doverle raccontare tramite scrittura, immagini o simboli.”

Già dalle prime righe del libro, Beatrice ci trasporta in un’ambientazione gotica e un po’ cupa, che con la sua nebbia permea le pagine fino alla fine, lasciando una sensazione di inquietudine ma anche di curiosità nello scoprire come andrà avanti la storia e che non permette di staccarsi dalla lettura. Ad aggiungere quel tocco in più è il fatto che gli avvenimenti si svolgono nel XIX secolo a partire dal momento in cui Kenna e Fenella, le due protagoniste, sono bambine fino a vederle crescere durante gli anni.

Rimaste orfane si perdono in una brughiera fino ad arrivare ad un antico castello avvolto tra fantasmi e leggende in cui abita una coppia misteriosa: Maisie e Alastair, sorella e fratello, che accolgono e si prendono cura delle due bambine. Fin da subito i due incutono un po’ di paura a causa dei loro volti deformati, ma nonostante ciò Kenna e Fenella si fidano e soprattutto grazie al loro aiuto riescono a sopravvivere e crescere istruendosi. Da bambine ingenue diventano delle ragazze dall’animo forte.

E’ un libro sulla forza femminile: è Maisie la padrona di casa, una madre dura, che pretende il massimo e può diventare spietata se si tratta di tenere al sicuro le cose e le persone che ama, al contrario, suo fratello Alastair è il padre che tutti vorremmo: gentile e affettuoso che aiuta a raggiungere gli obiettivi nonostante possono essere fuori dai canoni. Nonostante le due sono sorelle, crescendo si demarcano sempre di più le differenze tra di loro: se Fenella, la minore, è una sognatrice romantica, Kenna è un’impavida guerriera. Come in ogni famiglia ci sono litigi e battibecchi, ma ciò non toglie l’infinito amore che provano l’una per l’altra dimostrato anche con atti estremi. Rappresentano le due facce della medaglia della femminilità: non bisogna sempre essere sempre perfette e dolci ma è anche importante farsi valere.

Un altro tema trattato è quello della fiaba, ma non la solita in cui la principessa viene salvata dalla strega dal principe azzurro, ma una più oscura, che richiama le storie originali dei fratelli Grimm in cui la parte più cupa prevale. Perché si crede che il lupo sia cattivo? Forse è perché la società che lo impone. Ma se fosse quest’ultima ad essere veramente il male? Non sempre il bosco è spaventoso, è così solo per una percezione, perchè poi quando spunta il sole, si scopre che quegli artigli che tanto facevano paura, erano solo dei rami secchi.

Ho apprezzato come Beatrice riesce a far riflettere non solo su quello che succede all’interno del libro, ma anche sul fatto che quello che accade è presente nella realtà. La sua scrittura oltre a rendere consapevoli, invoglia a leggere, sia per la trama sia per i personaggi lontani dalla perfezione ma non per questo meno belli. Ognuno di loro (così come ognuno di noi) ha diverse facce e ombre e ciò li rende ancora più realistici tanto da riuscire ad empatizzare con loro, e soprattutto vedendo crescere le due bambine e il loro rapporto con i due fratelli, si inizia a reputarli tutti come una famiglia, ma non solo tra di loro: anche con il lettore.

Quello che ha fatto tenere con il fiato sospeso per tutta la lettura è il fatto che questo libro non vuole essere una fiaba in cui tutti vissero felici e contenti, no, questo è un libro che racconta della vita nuda e cruda, infatti non dimenticatevi che questa non è una fiaba.

P.S.: Beatrice ha creato anche delle box speciali in cui erano presenti le fiabe scozzesi di cui si facevano riferimento nel libro ed erano: Donald e la Selkie, Sette matasse di lana, Il brownie, Come il piccolo popolo, L’Each-Uisge. Ogni persona però aveva cinque copie solo di una fiaba e per avere le altre doveva scambiare la propria con gli altri lettori e l’ho trovata una cosa meravigliosa soprattutto perchè ha permesso di conoscere nuove persone e sapere cosa pensavano loro di questo libro. Sfortunatamente non sono più disponibili, ma la scrittrice ha detto che è plausibile che ritorneranno sempre in edizione speciale il prossimo autunno, quindi rimanete allerta!

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