Al contrario di molti scrittori che dicono che da quando erano bambini sentono il desiderio di scrivere e che lo fanno da quando ne hanno memoria, Felicia Kingsley fa cadere questo castello di carte raccontando che per sua esperienza personale, avendo un figlio di tre anni, l’età in cui inizia a svilupparsi la memoria a lungo termine, non è questa la fase in cui si sente il desiderio bruciante di scrivere. Invece si sviluppa un’altra cosa durante l’infanzia: la creatività.

Nonostante ciò, la scrittrice ritiene che prima di tutto deve esserci un avvicinamento alla lettura, e il suo click è stato a nove anni con il libro La nonna sul melo di Mira Lobe. Parla del rapporto tra un bambino e sua nonna, e ciò le ha fatto ricordare il rapporto bellissimo con la sua nonna materna. Quello che è stato l’evento scatenante è stata la noia mentre aspettava in fila con il padre al supermercato. La fortuna ha voluto che nella loro corsia ci fossero anche dei libri e prendendone in mano uno e scoprendo che parlava di una nonna, ha subito deciso che le interessava.
Tanti non iniziano a leggere perché dicono «la lettura non fa per me», ma il trucco sta nel trovare il libro giusto.
“Quindi ho passato i miei primi anni da lettrice. Leggevo tanto, tanta biblioteca e verso i 12 anni ho cominciato a immagazzinare, a interiorizzare dentro di me il meccanismo della storia.”
Così la sua fase creativa si palesava con le Barbie, e le sue storie assomigliavano molto a Beautiful, perchè aveva dieci Barbie e un solo Ken. Ma non solo, anche le statuine del presepe erano protagoniste di avvenimenti, infatti non rimanevano mai nella stessa posizione per un giorno di seguito. Solo successivamente ha iniziato a scrivere, ma solo per diletto personale, senza intenzione di pubblicazione.
Quello che può far sicuramente avvicinare qualcuno alla lettura è vedere che in casa i libri ci sono e sono accessibili. Per esempio, il peggior nemico in ambiente domestico è la polvere e a volte, per evitare di spolverare le grandi librerie, si vorrebbe chiudere i libri in un armadio a vetri. Sicuramente questo, per un bambino piccolo trasmette il messaggio che i libri non si toccano. Sul comodino della madre di Felicia, c’era sempre un libro e quindi lei vedeva che faceva parte della sua quotidianità ed inoltre, racconta, che i suoi genitori con grandissima gentilezza e generosità la facevano giocare con i libri – prima di essere oggetti da leggere, per lei erano oggetti con cui fare le costruzioni.

Ma perchè Felicia Kingsley ha scelto di scrivere romance? La risposta è abbastanza semplice: le piace leggere storie d’amore. Poi aggiunge: “E io spero anche che si senta quanto mi piace scriverli”. Se un giorno decidesse di spostarsi in un altro genere, crede che non riuscirebbe non aggiungere una relazione romantica all’interno del libro.
Cerca inoltre di combattere contro la denominazione “romanzo rosa“, oltre al fatto che una definizione cromatica dei vari generi è una cosa solo italiana – come i gialli che prendono il nome dal colore della collana Mondadori che li pubblicava -, richiama anche al pubblico a cui è destinato -donne- che è un’accettazione sbagliata. Utilizzare “romance” descrive esattamente la tematica, di che cosa parlano i romanzi: di innamoramento, emozioni, sentimenti, di due persone che si conoscono, che si piacciono, e decidono di crearsi una vita insieme.
Triste pensare che l’amore riguardi solo le donne. Abbattiamo questo pregiudizio.
Il romance, non è un genere solo per un pubblico femminile, infatti Felicia racconta di come Corrado, camionista, burbero e barbuto, ha scoperto i suoi libri al centro commerciale accompagnando sua moglie a fare le commissioni, e siccome lui si annoiava ha preso un suo libro e si è messo a leggerlo, divorando successivamente anche gli altri titoli della scrittrice. C’è anche la storia di Franco, 83 anni, che li prende in biblioteca e poi li consiglia alla moglie.

Il genere romance arriva anche a emancipare la sua protagonista, e poi nello stesso tempo, entra nella relazione di coppia, cioè la rivendicazione di quei diritti all’interno di un vissuto di coppia che è molto lungo e di forte importanza.
“Io le chiamo le romantiche pragmatiche. Chi ha letto La verità che non ti odio abbastanza avrà già sentito questa espressione. La romantica pragmatica comunque è quel tipo di protagonista che crede nell’amore ma non pensa che l’amore la possa salvare. Quindi se si trova in una situazione che non le piace, c’è qualcosa che non va, ci sono dei problemi da risolvere, non pensa: «Ok, basta che trovo un
compagno e tutto va a posto.» Dice: «No, mi risolvo le mie cose, mi risolvo i miei problemi, a prescindere dal fatto che l’amore ci sia o non ci sia, se c’è meglio.» È una protagonista che vuole stare bene prima con se stessa che in una coppia, perché se non stai bene prima con te stessa e ti vai a mettere in una coppia, il tuo benessere deriva dallo stare con qualcuno e ciò vuol dire che si crea un rapporto di dipendenza affettiva. Quindi amare prima se stessi è quello che cerco di raccontare nelle mie storie.”
Kingsley scrive per intrattenere e scrive quello che piace a lei, così come le sue coppie, i protagonisti e le protagoniste, ma senza la pretesa di andare a dire alle persone come deve essere una relazione. Si può notare in realtà questi sono gli elementi che piacciono anche ai suoi lettori che variano di età, tra cui ci sono anche delle ragazze più giovani che, come dice Giulia, davanti ad un libro che può contenere una scena spicy, bisogna essere consapevoli di cosa si legge, anche perchè sono i genitori ad essere responsabili di cosa legge loro figlio.
Ma in realtà Felicia non pensa che sia un male che queste ragazze si avvicinino a questi temi, anche perchè è proprio l’età in cui il corpo inizia a cambiare e la curiosità arriva, curiosità che, hanno anche i ragazzi. “La questione qual è? Che io penso che comunque si debba conoscere, non magari con la pratica
ma quantomeno con la teoria. Perché è importante? Perché magari a un certo punto della tua vita ti troverai a voler dire di no. Però per sapere che puoi dire di no, devi sapere a cosa stai dicendo di no.” E tante volte succede che ci sia uno squilibrio tra un ragazzo e una ragazza: quasi sempre il ragazzo sa tutto, la ragazza sa a pezzi, e quindi non ha la completa consapevolezza di cosa sta accadendo, infatti l’ignoranza è il modo migliore per non essere preparati ai pericoli.
Quello per cui la scrittura di Felicia Kingsley è apprezzata, oltre ai dialoghi brillanti, ironici, e che danno velocità alla trama è soprattutto la sua semplicità, fluidità ed immediatezza. Infatti con i suoi libri cerca di fare è renderli accessibili a tutti. Una ragazza le ha mandato un vocale dicendole che nonostante sia dislessica, i suoi sono gli unici libri che riesce a leggere perchè riesce ad immaginarseli bene, e ciò aiuta sicuramente la lettura.
L’accessibilità è fondamentale nel mondo della letteratura: devono esserci assolutamente libri complessi ma devono esserci anche libri accessibili. Quindi al di là di quanto magari può essere articolata la storia, la lettura di essa deve permettere a tutti i lettori anche appunto quelli magari che hanno problemi con la dislessia di non sentirsi tagliati fuori”
A cura di: Veronica Parkhomenko (IG: helxhoney)
