Finché morte non ci separi 2: il gioco mortale continua

Dopo il grande successo di Finché morte non ci separi diretto da Matt Bettinelli – Olpin e Tyler Gillett, arriva nelle sale italiane a partire dal 9 aprile il secondo capitolo della storia, che riprende e sviluppa il mondo narrativo introdotto nel primo film. Il primo film aveva già conquistato con grande stile il pubblico, in quanto si presenta come un’ottima commedia nera, capace di mescolare l’horror e dark humor.

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La trama e il cast

La protagonista Grace (interpretata da Samara Weaving), dopo il terrificante e sanguinario hide and seek da cui esce sopravvissuta e vincitrice, scopre che in realtà, sopravvivendo al nascondino, ha innescato un nuovo gioco. I suoi rivali stavolta saranno ancora più spietati e l’incubo ricomincia. In Finché morte non ci separi 2 una delle protagoniste è la meravigliosa Sarah Michelle Gellar, un membro della potentissima famiglia coinvolta nel gioco mortale. Il cast del secondo film si amplia con nuovi personaggi interpretati da Kathryn Newton (Freaky, Lisa Frankenstein), che interpreta la sorella della protagonista, coinvolta anche lei in questo gioco mortale, Elijah Wood (Il signore degli anelli, Maniac) e addirittura il fantastico David Cronenberg, che qui interpreta proprio il capo della sanguinaria famiglia Danforth.

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Proprio Kathryn Newton ha raccontato di aver accettato immediatamente il ruolo: grande fan del primo film, è rimasta entusiasta leggendo la sceneggiatura. “È una storia che puoi interpretare in tanti modi: come puro intrattenimento horror oppure come un racconto sui rapporti familiari e sulle ferite emotive”, ha spiegato. Finché morte non ci separi 2 sembra anche una sorta di terapia, estrema ovviamente, che tocca alcune problematiche familiari. In particolare sia il personaggio interpretato da Kathryn Newton che quello interpretato da Sarah Michelle Gellar vivono una relazione complessa con il proprio fratello o sorella. Sarah Michelle Gellar spiega che ha parlato a lungo con Shawn Hatosy, che interpreta Titus, il suo gemello, sul come dover approcciare a questo legame così unico e speciale. Kathryn Newton è invece nel film la sorella della protagonista, interpretata sa Samara Weaving e ha raccontato: “La mia esperienza con Samara Weaving è stata fantastica: la nostra dinamica è stata molto facile, spero di averle dato il giusto sostegno e appoggio. Io mi sono innamorata di lei mi sono sentita davvero come se lei fosse mia sorella maggiore, la persona perfetta da cui prendere esempio, una leader fantastica sul set”.

Famiglia, traumi e umanità dei personaggi

Il tema centrale del film è proprio il legame familiare, con tutte le difficoltà e complessità che questo può implicare. Nonostante il tono ironico che lo contraddistingue, il film esplora anche alcune dinamiche più sottili ma comunque perfettamente riconoscibili. Tra i temi più importanti infatti di ferite, famiglie e rapporti deteriorati, sia per quanto riguarda le sorelle vittime del gioco, che la famiglia Danforth. Sarah Michelle Gellar ha sottolineato l’importanza della tridimensionalità dei personaggi: Spero sempre di portare umanità nei ruoli che interpreto. Anche i personaggi più negativi devono avere motivazioni credibili.In Finché morte non ci separi il suo personaggio si colloca in una zona moralmente ambigua: A tal proposito l’attrice ha aggiunto: Essere cattivi è più divertente, ma nessuno è buono o cattivo al 100%”.

Il set

Kathryn Newton ha raccontato di aver particolarmente apprezzato la possibilità di eseguire personalmente molte scene fisiche e stunt, mettendo alla prova le proprie capacità attoriali. C’è stato un grande entusiasmo anche per il lavoro di squadra e le attrici concordano sul fatto che le scene più divertenti e coinvolgenti da girare sono state quelle corali. Speciale è stato ovviamente anche lavorare con David Cronenberg:Quando abbiamo saputo che sarebbe stato con noi, siamo rimasti senza parole. Sul set si percepiva la sua energia. È curioso, gentile e profondamente interessato al lavoro degli altri“.

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Il ricordo di Nicholas Brendon

Durante la conferenza stampa di presentazione del film, Sarah Michelle Gellar ha anche condiviso parole toccanti sulla recente scomparsa di Nicholas Brendon, suo collega in Buffy l’ammazzavampiri: “È una tragedia perdere qualcuno, soprattutto troppo presto. Lui era una parte fondamentale di Buffy e il suo contributo continuerà a vivere.” Ha inoltre sottolineato quanto il supporto dei fan sia stato importante per lei in momenti difficili. In generale Sarah Michelle Gellar sii ritiene molto fortunata del suo fandom, che nel corso degli anni l’ha sempre sostenuta in qualsiasi progetto e che oltre che esserle molto affezionati le sono anche tanto fedeli, come una specie di famiglia. Infatti il suo amore per i fan lo manifesta anche concretamente nel suo lavoro, quando decide di volerli rendere soddisfatti anche proponendo ruoli molto diversi tra loro.

Horror, libertà e catarsi

Per Sarah Michelle Gellar, il fascino dell’horror risiede nella sua libertà: “Non ci sono regole. Può succedere qualsiasi cosa. È un genere che permette di essere divertenti, drammatici e intensi allo stesso tempo.Kathryn Newton ha invece sottolineato il valore dell’esperienza cinematografica condivisa: “L’horror unisce il pubblico. Si ride, si salta sulla sedia, si vive tutto insieme. In un mondo pieno di brutte notizie, il cinema è un momento per staccare: si tratta di due ore in cui tutto ciò che c’è fuori non ti tocca più e ci sei solo tu e lo schermo”.

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Un sequel che punta sempre più in alto

Sarah Michelle Gellar è anche produttrice esecutiva del film, e a tal proposito ha parlato del suo interesse nel creare un ambiente che sia sicuro per la attrici sul set:Tutti dovrebbero sentirsi liberi di esprimersi e di denunciare. Ho detto a Kathryn: anche se non sono sul set, chiamami. Voglio che i giovani possano evitare esperienze negative”.
Finché morte non ci separi 2 si presenta quindi come un sequel ambizioso: più grande, più intenso, ma ancora fedele allo spirito originale. Tra horror, ironia e riflessioni sui legami familiari, il film promette di offrire al pubblico un’esperienza coinvolgente e catartica, confermando il potenziale di un franchise che ha ancora molto da raccontare.

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