Bologna si tinge di nero: l’esordio di Fabio Rodda tra segreti e verità nascoste

Sotto i portici di una Bologna apparentemente colta e accogliente, si consuma un doppio dramma che squarcia il velo delle apparenze. Da un lato, il corpo massacrato di un’anziana benestante; dall’altro, la morte di Mihai, un giovane straniero caduto da un ponteggio. Quella che sembra una sequenza di eventi prevedibili nasconde in realtà una trama di segreti familiari e fughe disperate. Con Il respiro del faggio, Salani Editore presenta una nuova voce del poliziesco che scava nelle ombre della dotta città emiliana.

© Salani Editore

L’incontro di due mondi

A condurre le indagini sono il sovrintendente Antonio Petrella, poliziotto disilluso con un passato a Genova, e Vera Ro-tari, giovane divisa tra le sue radici moldave e l’identità italiana. I due si muovono su binari paralleli, dai salotti del centro alle bische di periferia, finché il destino non li riunisce, richiamando un legame nato anni prima.
Il respiro del faggio segna il debutto di Fabio Rodda nel noir italiano. L’autore costruisce un’opera capace di mostrare con vivo realismo i chiaroscuri di una città cattiva e decadente, trasformando l’inchiesta in un’esplorazione profonda dell’animo umano e dei confini tra passato e presente.

Biografia autore

Fabio Rodda (1977) ha studiato Filosofia a Bologna, dove per anni è stato socio dell’Orsa, storica osteria del centro. Collabora con varie case editrici, come lettore e ghostwriter. Questo è il suo primo romanzo.

© Fabio Rodda

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