A sei anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, gli Osaka Flu rompono il silenzio con un’opera che rivendica il valore sacro della sperimentazione.
In uscita venerdì 8 maggio, il nuovo album intitolato Lasciateci Divertire segna il ritorno del trio di Arezzo sulla scena del rock indipendente italiano. Un lavoro denso, composto da tredici brani che fuggono deliberatamente dalle logiche della mercificazione musicale per abbracciare una libertà espressiva totale, anticipato dal graffio sonoro dei singoli Odio gli indifferenti e Urlo.

L’eredità di Palazzeschi e la ribellione sociale
Il titolo del disco non è casuale, ma rappresenta un omaggio esplicito ad Aldo Palazzeschi e alla sua celebre poesia futurista del 1910. Come l’autore rispondeva ai critici rivendicando il diritto al “nonsense”, così la band trasforma questa suggestione in una dichiarazione d’intenti politica e sociale. In un mondo dominato dal profitto, l’atto del divertimento diventa una forma di resistenza contro un sistema dove tutto deve essere utile o monetizzabile. Gli Osaka Flu scelgono la via della partecipazione attiva, rifiutando il ruolo di spettatori passivi in un’epoca segnata dall’apatia.
Un sound senza confini: dal post-punk al synth-pop
Registrato a Roma presso lo studio di Valerio Fisik, l’album abbandona la tradizionale “presa diretta” per una cura millimetrica degli arrangiamenti. Il risultato è un’esplorazione sonora che spazia dal punk-rock al synth-pop, toccando il post-punk, incursioni rap e atmosfere dance con code psichedeliche. Questa fluidità stilistica riflette le molteplici influenze del gruppo, da icone come Clash e Rancid fino ai giganti del cantautorato come De André, Gaber e Dylan, muovendosi liberamente tra i generi senza timore dei confini.

Parità di genere e decrescita felice: il racconto della provincia
I testi, nati dalla collaborazione con Alice Vittoria Berti, intrecciano la cruda realtà della vita di provincia con riferimenti letterari altissimi. Da Antonio Gramsci a Italo Calvino, passando per Seneca e Rodari, l’album scava nei sentimenti profondi come l’amicizia e l’amore, ma non rinuncia alla critica sociale. Vengono affrontati temi d’urgenza contemporanea come la parità di genere, la difesa dell’ambiente, la decrescita felice e la denuncia del lavoro-prigione. È un’attitudine punk e dissacrante che affronta la complessità con coraggio.
Quindici anni di indipendenza senza compromessi
Con quindici anni di attività e cinque album alle spalle, gli Osaka Flu celebrano la resilienza di un progetto che ha attraversato le stagioni del rock italiano restando fedele a se stesso. La band, che in passato ha aperto i concerti di realtà come Punkreas e Tre Allegri Ragazzi Morti, rivendica oggi più che mai il diritto di esprimersi in totale autonomia. Una carriera fatta di viaggi in furgone e concerti, guidata dalla necessità di comunicare anche a costo di avere solo tre ascoltatori, purché rimanga intatta la libertà dell’arte.
Biografia artisti
Gli Osaka Flu nascono nel 2010 ad Arezzo. Con un sound che mescola indie, punk e cantautorato, raccontano il mondo con ironia e testi diretti. Totalmente indipendenti, curano scrittura, produzione e promozione in autonomia. Tra le influenze: Clash, Rancid, Devo, Dylan, Gaber e De André. Hanno all’attivo quattro album, tra cui L’Italia è fuori dal mondiale (2018), disco del giorno su Rockit, con i brani più ascoltati Gina e Mi fa schifo lavorare. Hanno aperto concerti per band come Tre Allegri Ragazzi Morti, Punkreas e Fask.

