In scena La cella di fronte: il racconto a nudo del carcere minorile in teatro

Sta per partire la tournée italiana di La cella di fronte, spettacolo teatrale che vuole raccontare a nudo l’esperienza del carcere minorile tra narrazione, musica e dialogo con il pubblico.
Portando le testimonianze concrete dei giovani ragazzi, l’obiettivo è quello di dar voce a una realtà spesso taciuta, partendo dalle loro storie assieme ai sogni e desideri.
A guidare il pubblico sarà il rapper e scrittore Kento, noto per il suo impegno sociale e politico. Con esperienza decennale da formatore, porta la sua arte nelle scuole, nelle comunità e nelle carceri per aiutare i giovani meno ascoltati a esprimersi.

© Nextpress

Una voce che attraversa le sbarre

Senza buonismo né pietà, il carcere minorile viene mostrato come una realtà vicina alla nostra quotidianità e alle persone che incontriamo, per dare spazio oltre ogni vergogna al luogo del quale non amiamo parlare ad alta voce.
Lo scopriamo non solo come una punizione, ma una realtà dove convivono ragazzi giovanissimi con sogni e speranze, progetti per il futuro e bisogno di farsi ascoltare in un ambiente dove si respirano diffidenza e paura.
Lo sa bene l’artista calabrese Kento, che frequenta le strutture penitenziarie italiane dal 2011 svolgendo i suoi laboratori di rap con l’intento di rompere il pregiudizio e dare ai ragazzi coinvolti uno spazio concreto per prendere posizione e parola, direttamente nelle rime di una canzone.
Il bagaglio narrativo di queste esperienze è costellato da piccoli estratti sulla storia culturale della musica hip-hop, figlia della sua strada e cittadinanza contaminata dagli slang e modi di dire della gente che la vive.
Lo spettacolo è prodotto da Produzioni Timide, in collaborazione con The Best Blend.

© Produzioni Timide

“E ora che se lì dentro dimmi…
Ne è valsa veramente la pena?
Non è colpa tua.
È anche colpa nostra.
Oltre quelle mura c’è la tua vita, dentro quelle mura ci sei tu e il tuo futuro…
Non sei il reato che hai commesso.”

Non solo narrazione: un dialogo aperto con il pubblico assieme a musica e proiezioni narrative

Nel corso di oltre un’ora di messa in scena tramite parole, suoni e immagini, lo spettacolo si propone di affrontare le grandi domande sull’argomento che spesso si ha paura di porsi, assieme ai quesiti sul futuro e cosa ne sarà di questi ragazzi una volta scontata la pena.
Le parte narrativa si alterna alla performance musicale dal vivo, dove Kento mostra la sua natura di rapper interpretando dei brani dal suo repertorio.
Le sue canzoni portano dei messaggi sociali profondi come la lotta alla mafia, la guerra contro il fascismo o estratti di vita in meridione, fino ad arrivare alle esperienze dei ragazzi nelle carceri.
Tra le altre il rapper porta sul palco Nostra Signora delle Lacrime, brano scritto a seguito della sua esperienza due anni fa con una ONG, impegnato in una missione di ricerca e salvataggio in mare a bordo della nave Ocean Viking.

© Produzioni Timide

A evocare le realtà descritte vengono in aiuto delle proiezioni narrative, che riproducono momenti ripresi sul campo durante i laboratori di Kento.
Ogni singola città parte del tour troverà il suo spazio unico, perché il carcere minorile è il riflesso della società nella quale i ragazzi sono cresciuti.
Il pubblico sul finale verrà interpellato direttamente come parte attiva della narrazione, in un dialogo aperto dove poter porre liberamente domande, mettere in discussione i pregiudizi e raccontare il proprio pensiero senza condanna.

Le tappe della tournée

In continuo aggiornamento, queste sono le prime date della tournée che nei prossimi mesi toccherà alcune delle principali città italiane:

  • 19 maggio a MILANO: Teatro Martinitt
  • 20 maggio a TORINO: Fabbrica delle “e” (con Liberi Legami)
  • 22 maggio a PORDENONE: Capitol
  • 5 giugno a BIELLA: Hope Club
  • 9 luglio a CUNEO: Rondò dei Talenti (all’interno del Festival dell’Educazione)
  • 14 novembre a GENOVA: Teatro Govi

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