Anna Maria Iozzi nel 2025 ha avuto il piacere di realizzare un’intervista esclusiva ed emozionante a Vincent Fernandel, nipote del grande ed indimenticabile Fernandel.
Anna Maria nella sua intervista non si trattiene a tessere le lodi verso Vincent Fernandel e dire di lui quanto sia una persona dotata di gentilezza e di un’educazione ormai rare. In effetti, non potrebbe essere altrimenti, dato la famiglia da cui proviene, a partire dal nonno e poi dal padre Franck Fernandel. È proprio a quest’ultimo che Vincent vuole tributare un sentito e doveroso omaggio con l’uscita di un album composto da 23 canzoni rimasterizzate C’est Toi – Ma Dolce Vita.
Con questo album Vincent vuole mettere in risalto sia le spiccate doti canore di Franck, sia far risaltare la capacità che aveva suo padre di porre le parole, con quella delicatezza propria, solo di chi ha le capacità di comunicare sentimenti profondi e autentici, assieme alle cose positive della vita.

L’album C’est Toi – Ma Dolce Vita
L’album, disponibile su tutte le piattaforme digitali come Spotify, Apple Music, Deezer, rappresenta una tappa importante della carriera di Vincent Fernandel, perché dà voce, con anima profonda, al sentimento più nobile che è quello della famiglia e in particolare a quello che lo legava a suo padre.
Com’è nato l’album dedicato a Franck Fernandel
Vincent afferma che è da tempo che voleva rendere omaggio a suo padre, non solo per l’artista, ma anche per l’uomo sensibile che era. Un ringraziamento speciale è quello rivolto ad Arnaud Dupont Lhotelain, poiché è stato grazie a lui se questo lavoro di tanti anni di ricerca è finalmente stato realizzato. Probabilmente, se non ci fosse stato Arnaud, il disco non sarebbe mai uscito. Vincent racconta di aver voluto realizzare l’album per una semplice ragione: preservarne la memoria e rendere disponibile nuovo materiale al pubblico che ha amato le canzoni di suo padre, Franck Fernandel.
Il figlio rende omaggio a quello che ha lasciato il genitore e alle belle emozioni e sensazioni che cantava, come: il sole, l’amore e l’amicizia. Tante sono le canzoni che Franck ha lasciato in dote, come a esempio L’amour interdit, che è stato uno dei suoi più grandi successi degli anni settanta. Ma ce n’è una alla quale Vincent è particolarmente affezionato, porta un titolo inglese ed è: Sweetie chérie my love.
Vincent ha affermato che Franck non era un cantante maledetto o uno dall’espressione triste, ma un cantore dell’amore, aveva un po’ l’immagine del bel seduttore, di colui che ha amato la vita, d’autentico marsigliese e mediterraneo. Per Vincent, suo padre era dotato di una spiccata sensibilità che traspare dalle sue canzoni.

“Tanti sono i ricordi che mi legano a mio padre ed alla musica che faceva. Quando la sera arrivava da uno spettacolo, con l’abito di scena, mi sedevo accanto a lui e mi raccontava storie che mi incantavano e mi stupivo di come stanco, dopo una giornata di lavoro, potesse dedicarmi tutto quel tempo. In questo album che ho avuto l’onore di produrre, e lo dico con profonda ed immensa emozione, si può ritrovare il Franck che canta non solo le canzoni belle e spensierate, ma c’è qualcosa di diverso, qualcosa di più sensibile, più intimo e penso che la ricchezza di questo album sia il Franck che la gente conosce e che ama, ma c’è anche un’anima un po’ diversa, un po’ più intima, per persone molto sensibili nella vita, come lo erano lui ed il mio caro nonno”
© Vincent Fernandel
Nonno Fernandel è ancora amato dai giovani?
A questa domanda Vincent esprime una profonda gratitudine nel constatare come, a distanza di cinquant’anni dalla morte del nonno, vi siano ancora giovani, in particolare in Italia, che ricordano la sua figura con estrema gentilezza ed educazione.
Vincent sottolinea con orgoglio come il nonno sia rimasto un uomo umile e autentico, capace di resistere alle lusinghe dello show business, pur di mantenere un rapporto diretto e rispettoso con il pubblico, agendo sempre come un uomo del popolo che trovava la sua massima gioia nel donare sollievo e risate a chi ne aveva bisogno.
Nonostante l’amarezza per un presente che Vincent percepisce come privo di cuore e sensibilità a causa dell’influenza di Internet, dell’egoismo e della perdita dei valori autentici a favore della superficialità, egli rivendica l’importanza di credere nella luce interiore e nella capacità dell’essere umano, offrendo bellezza e ottimismo agli altri.
Proprio questa missione di dare sollievo a chi soffre, senza aggravare le difficoltà dell’esistenza, rappresenta, secondo lui, il vero tratto d’unione tra la sua arte e l’eredità lasciatagli da Fernandel e Franck, confermando la volontà di agire come un faro di speranza.

I progetti futuri dedicati al nonno e l’eredità artistica
Vincent sottolinea quanto sia importante e toccante per lui far conoscere la figura di suo nonno partecipando a manifestazioni, eventi cinematografici e programmi televisivi e ringrazia profondamente chiunque s’impegni a mantenerne vivo il ricordo.
Nonostante la sua discendenza gli permetterebbe di vivere di rendita sfruttando il prestigio familiare, egli rifiuta categoricamente questa prospettiva, per non sporcare l’immagine e il nome dei suoi cari, ritenendo che approfittarsene sarebbe una mancanza di rispetto verso due anime sensibili e dal cuore grande.
Vincent rivendica la volontà di guadagnare esclusivamente tramite il proprio lavoro di produttore, spinto da una responsabilità e da un diritto morale che gli impongono di agire con dignità. Egli si dichiara infatti orgoglioso del suo nuovo progetto, frutto di un impegno meticoloso e appassionato, sottolineando che non si tratta di un’operazione commerciale improvvisata.
Forte di un’esperienza venticinquennale nello show business, esprime il suo fastidio verso chi agisce senza scrupoli, ribadendo che il rispetto del pubblico e dell’eredità di Franck e di suo nonno viene prima di tutto. Citando un noto proverbio italiano secondo cui chi va piano va sano e va lontano, Vincent afferma che il tempo è un bene prezioso che va goduto con calma per riflettere e operare bene, fuggendo la fretta, che considera una nemica della vita.
In questo percorso di valorizzazione della memoria, collabora da tempo con Nicolas Pagnol, nipote di Marcel, portando in scena con successo in Francia e all’estero uno spettacolo basato sui testi del grande autore accompagnato dal pianoforte; entrambi i nipoti condividono con fierezza l’impegno straordinario nel tutelare l’opera dei rispettivi nonni, accomunati dal calore della gente che continua ad amarli profondamente nonostante la loro scomparsa.



Pensieri sulla vita e sulla famiglia
Vincent riflette profondamente sulla spiritualità, convinto che esistano anime giunte nel mondo con lo scopo di proteggere gli esseri umani, manifestando la propria fede cattolica e la credenza in una dimensione abitata da Dio e dagli angeli. Riconosce in Anna Maria, sua interlocutrice, una sensibilità rara, capace di far rivivere chi non c’è più attraverso il cuore e la passione, e sottolinea con vigore come suo padre e suo nonno appartengano al pubblico e non debbano mai essere ridotti a oggetti o merce di scambio.
Pur ammettendo che la quotidianità imponga doveri concreti come il pagamento delle fatture, Vincent sostiene che la vita riservi misteri bellissimi che l’uomo cerca di spiegare da secoli senza riuscirci del tutto, poiché la piena comprensione apparterrebbe solo a Dio. Egli descrive il destino come un insieme di incontri casuali e inspiegabili che si verificano quando si ha coscienza di qualcosa di superiore, evidenziando come la menzione del nome di suo padre generi un’energia positiva e collettiva simile a quella di una preghiera corale in chiesa.
Nonostante la frenesia del mondo moderno renda difficile percepire tali vibrazioni, egli crede fermamente che l’unione dei cuori possa favorire il contatto con il divino attraverso le piccole cose di ogni giorno. Forte della sua esperienza pluriennale nel mondo dell’arte, Vincent osserva che il coraggio e la fede siano indispensabili per dare un senso alla vita e superare le difficoltà di mestieri spesso duri.
Infine, esprime gratitudine per aver potuto condividere pensieri così intimi e rari in un’intervista, manifesta il desiderio di far conoscere l’album di suo padre anche in Italia, Paese verso cui nutre un legame speciale e profondo, frutto dell’ammirazione per maestri come Fellini, De Sica e Sorrentino, delle proprie origini familiari (bisnonni piemontesi) e dell’immutato affetto che il pubblico italiano continua a dimostrare per suo nonno.

