Il nuovo singolo di Eric Mormile è un brano contro le logiche usa e getta del mercato di oggi, che vuole riscoprire il piacere di lasciarsi andare al ballo, libero e senza coreografie impostate. La totale libertà di esprimersi e lasciarsi travolgere dal suo sound.
In’ ‘O Quadrato è il suo quarto progetto discografico, il secondo singolo estratto dal suo album dalle atmosfere notturne: ÆSTHETICA pt. II

Un’energia pura e d’impatto
Alle volte basta cambiare il modo di guardare le cose, di sentirle. Basta un quadrato, ma non quello geometrico: qui si parla della pista da ballo, quello spazio in cui la timidezza e l’imbarazzo svaniscono e il movimento diventa l’unico linguaggio rapido e accessibile. Basta allora la canzone giusta, il ritmo e il corpo si lascia andare ed è questo che il cantautore vuole, dare di nuovo il valore alla danza, quella libera, dare alla musica una sua identità culturale senza ridurla a un algoritmo usa e getta. Il ballo torna ad essere energia, diventa estroversione.
“Int’ ‘O Quadrato è un brano che celebra il piacere del ballo, pur nascendo da una confessione molto personale: non sono mai stato un frequentatore assiduo di discoteche, né tantomeno un ballerino disciplinato. I balli con passi prestabiliti mi rendono goffo, impacciato. Eppure, la volontà di misurarmi con questo territorio nasce da esperimenti passati come Amena ‘e Lione e Animale ‘e Città, canzoni che ho scritto per quel contesto. Mi sono chiesto: perché non proporre un brano che celebri la danza completamente libera, invitando le persone a perdersi? Il quadrato non è altro che la pista, un luogo in cui lasciarci andare. Nel testo ho voluto sottrarre, usare meno parole possibili per lasciare spazio al movimento, inserendo però dinamiche fonetiche precise e un richiamo storico alla Piaga del Ballo del 1518, per raccontare l’estasi di un corpo che non può fare a meno di muoversi.”
Un sound unico
Questo nuovo singolo unisce synth-pop nordeuropeo, sound d’epoca ed estasi rituale. Energia sintetica allo stato puro. Una traccia ad alti BPM dominata da synth bass e arpeggiatori martellanti, contrastati da pad profondi e riverberati. Il tutto è sorretto da una drum machine aggressiva e penetrante. Un viaggio sonoro oscuro, potente e d’impatto. Eric Mormile ha rispolverato il leggendario amplificatore Rockman di Tom Sholz per le chitarre e lo storico processore che ha definito il sound di capolavori come Hysteria dei Def Leppard. Nessun assolo e divagazioni soliste, lo strumento serve ad accompagnare e a rendere ancora più forte il ritmo, nel brano non comanda la melodia, ma comanda il ritmo. Tutto il resto serve a potenziarlo. Questo stile vuole omaggiare David Williams, lo storico chitarrista di Michael Jackson, maestro assoluto di questo stile. In brani leggendari come Billie Jean e Smooth Criminal, la sua chitarra non esegue assoli o melodie complesse, ma diventa una percussione aggiuntiva.
Nessuna coreografia, ma solo vita vera
Il videoclip è stato diretto da Michele De Angelis per Media Video ed è stato girato a Pianura, il quartiere di Napoli dove il cantautore ha i natali. Le riprese sono state fatte all’interno della Vi. Ba. Dance Eventi, una sala per feste ed eventi che si trova proprio nel quartiere, di Vittorio Gammieri e Barbara Russo.
Non ci sono coreografie studiate, nulla di impostato, ma pura verità. Una stanza piena di vita dove le persone che partecipano al video ballano davvero, abbandonandosi con trasporto e naturalezza. Coinvolti dal ritmo. I partecipanti sono amici dell’artista: Sara di Marzo, Antonietta di Marzo, Giuseppe Toscano, Gianluca Mazzi, Nicoletta Boccardi, Ettore Mariotti, Manuela Mari ed Enrico Rolfi. In perfetta sintonia con l’artwork del singolo, la fotografia interna firmata da Sara di Marzo immortala un cielo stellato, a sottolineare il legame profondo tra il microcosmo del quartiere e il macrocosmo dell’universo.
Dalla Piaga del 1518 alla Napoli moderna: l’estasi del movimento
Il brano si pone una scommessa, quella di unire un pop leggero, solare e danzereccio ad una rigorosa struttura lirica. Un testo che affronta l’abbandono del corpo descrivendo quella scossa che parte dalle ossa e ti costringe a muovere la testa ancora prima di rendertene conto e sentirti libero. Nel brano è presente un riferimento storico alla Piaga del Ballo del 1518, il famoso episodio di isteria collettiva, quando a Strasburgo moltissime persone iniziarono ballare colti da una strana e irrefrenabile frenesia portandoli alla morte per sfinimento.
Il cantautore ancora una volta ha curato nei minimi dettagli il brano dando spicco alla canzone napoletana moderna, inoltre il testo è stato revisionato dal Maestro Salvatore Palomba poeta e saggista, colonna portante della canzone napoletana.
“La cellula musicale di questa canzone risale al giugno del 2019. Il mio cervello lavora h24, crea concetti e strutture che spesso non coincidono con il presente discografico di quel momento. Così ho protetto questa idea, custodendola per il futuro mentre registravo il primo album. Nel 2025 l’ho ripresa in mano ed è stata una vera e propriabattaglia interiore: inizialmente il brano non riusciva a convincermi, non trovavo la quadra estetica. Ricordo una sessione decisiv, dieci ore consecutive chiuso in studio, dalle due del pomeriggio a mezzanotte. Quando sono uscito, scompigliato ma finalmente appagato, ho capito che avevamo tirato fuori una traccia veramente mia, un pezzo alla Eric Mormile. La più grande conferma è arrivata sul set del video, a Pianura: vedere i miei amici ballare e divertirsi sinceramente su queste frequenze, senza aver mai ascoltato la canzone prima, è stata la mia prima, vera vittoria.”

