Spotify ha annunciato la nuova classe di artisti per RADAR Italia 2026. Giunto alla sesta edizione, il programma si conferma uno spazio di valorizzazione per i giovani talenti under 26 e un osservatorio sulla varietà della scena musicale nazionale. L’obiettivo è accompagnare gli emergenti in un percorso di crescita e connessione con il grande pubblico.
I dati e il successo del programma
Dal lancio nel 2020, RADAR ha generato risultati concreti con il passare del tempo. A solo un anno dall’ingresso, gli ascoltatori mensili crescono in media del 700% grazie al supporto dei curatori. Sono oltre 11 milioni le persone che hanno scoperto gli artisti tramite le playlist editoriali, diventando spesso fan assidui: si registra un aumento medio dei follower su Spotify del 540%. Inoltre, i posizionamenti nelle playlist degli utenti triplicano, passando da 5 a 15 milioni. Notevole è l’internazionalizzazione: i talenti raggiungono mediamente 38 Paesi in più dopo un anno e 57 Paesi dopo tre anni.

Un’evoluzione flessibile e su misura
Nel 2026 il progetto si trasforma in un percorso più continuativo e flessibile, modellato sulle caratteristiche di ogni artista. Le linee guida si basano su valore nel tempo, supporto su misura e approfondimento narrativo. Adelechiara Nicoletti, Head of Artist and Label Partnership Sud ed Est Europa di Spotify, ha sottolineato l’importanza di sostenere la visione artistica tramite risorse editoriali e strategiche per favorire una carriera solida e duratura.
Identikit dei sei talenti selezionati
La classe 2026 unisce sei progetti under 26 che ridefiniscono le tendenze tra cantautorato, rap ed elettronica.
Sara Gioielli unisce formazione accademica e radici folkloriche in un pop essenziale; faccianuvola crea un immaginario sospeso tra natura ed elettronica, trasformando la nostalgia in spazio creativo; Angelica Bove unisce la tradizione italiana a una scrittura intensa. Il progetto prima stanza a destra punta sull’anonimato con un universo immersivo di synth. Nella musica urban, Visino Bianco offre uno sguardo crudo sul disagio interiore tra rap e trap, mentre Emili Kasa si distingue per un approccio eclettico tra canto viscerale, hip-hop e chitarre.
