Dopo un primo episodio forte e intenso, la seconda puntata della terza stagione di House Of The Dragon si concentra di più sui singoli personaggi, sulle conseguenze delle scelte fatte e sulle tensioni politiche che continuano a crescere a vista d’occhio.

Tensioni e dinamiche politiche
Il vero punto di forza è la costruzione emotiva: ogni scena ha un peso, ogni confronto contribuisce a far evolvere i protagonisti ed è proprio così che si apre l’episodio. Il devastante lutto di Rhaenyra dopo la perdita di suo figlio Jacaerys è il motore della puntata: invece di paralizzarla, la trasforma in una persona più fredda e determinata. Emma D’Arcy offre una delle migliori interpretazioni dell’intera serie, riuscendo a comunicare attraverso le espressioni del viso rabbia, disperazione e senso del dovere con pochissimi dialoghi.
Parallelamente Daemon torna ad assumere un ruolo centrale e dimostra come il personaggio sia disposto a tutto pur di vincere la guerra, la sua freddezza fa da contrappeso al dolore di Rhaenyra.
Il colpo di scena finale
Il cuore dell’episodio è la conquista di Approdo del Re, infatti la serie costruisce con attenzione la tensione politica fino al momento in cui Rhaenyra entra nella capitale. La regia evita l’enfasi tipica di Game of Thrones, non assistiamo ad una carneficina, bensì a una presa di potere che mette in evidenza la differenza tra Rhaenyra e Daenerys. Sottolinea come la protagonista desideri ancora governare e non conquistare. La regia è elegante, ricchi di primi piani importanti e silenzi significativi che trasmettono, ancora una volta, tutte le emozioni dei protagonista senza che aprano bocca. La fotografia è di grandissimo livello e alterna i toni cupi di Roccia del Drago alla maestosità di King’s Landing e ogni inquadratura continua a trasmettere il peso della guerra imminente.

Nel complesso è un episodio assolutamente importante dal punto di vista narrativo, meno spettacolare del primo ma solo costruendo i personaggi e approfondendo i temi del potere ci si può preparare agli scontri che verranno. Mantenendo questo livello di scrittura, la terza stagione potrebbe diventare la migliore di tutta la saga.
