Supergirl: il nuovo film del DC Universe amplia gli orizzonti del franchise

Supergirl, secondo film del nuovo universo cinematografico DC Universe (DCU), amplia gli orizzonti del franchise proponendo una storia diversa, avvincente e che si discosta dal classico modello del supereroe. Diretto da Craig Gillespie e interpretato da Milly Alcock nei panni di Kara Zor-El, Supergirl è un film in cui la protagonista prova a scappare da un doloroso passato, dai traumi vissuti nel corso degli anni precedenti, quando è stata costretta a lasciare il proprio Paese natale Krypton, il luogo che lei ha sempre percepito come casa, poco prima della sua distruzione.
La pellicola intreccia la fantascienza con una storia molto intima e commovente, affrontando tematiche delicate quali il senso di giustizia, la vendetta, l’elaborazione del lutto e il perdono. Il punto di forza di Supergirl è forse proprio quella di aver creato un perfetto connubio tra lunghe sequenze d’azione e momenti intensi di riflessione.

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Trama

Kara Zor-El non ha nulla dell’ottimismo di suo cugino Superman: non ha voglia di essere un’eroina o di salvare il mondo, e passa le sue giornate a bere per provare a scappare da un passato di tormento, dai ricordi che la legano alla sua vita passata su Krypton. L’unico compagno di vita è il suo fedele e amorevole cagnolino Krypto, personaggio che fa la sua prima apparizione nel numero 210 del primo volume di Adventure Comics nel 1955.
A differenza di Superman, che è arrivato sulla Terra da neonato, Kara ha vissuto abbastanza a lungo su Krypton da assistere alla graduale distruzione del suo pianeta e alla perdita di tutto ciò che conosceva. Con il tempo Kara è diventata sempre più dura e disillusa, e ciò l’ha portata ad allontanarsi dal Pianeta Terra e a rinchiudersi in una dimensione privata dove niente avrebbe più potuto ferirla.
Nel corso della storia, Supergirl incontra una giovane ragazza, Ruthye Marye Knoll (Eve Ridley), che le chiede aiuto per rintracciare il guerriero responsabile dell’uccisione della sua intera famiglia. Inizialmente Kara è riluttante, ma quando il guerriero mette a rischio anche la vita del suo amato Krypto, decide di trovare il famigerato Krem per fare giustizia.
Mentre Ruthye è guidata dal desiderio di vendetta, Supergirl cerca di insegnarle il valore e l’importanza della giustizia, del lasciare andare ciò che ci ferisce e di non assecondare la propria sete di vendetta. Sul loro cammino le due incontrano Lobo, interpretato da Jason Momoa, che dà anche lui la caccia al terribile Krem delle Colline Gialle (Matthias Schoenaerts), responsabile di morte e distruzione. Lobo porta nel film umorismo, azione e imprevedibilità, facendo da contraltare alla personalità più tormentata di Kara.

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Ricezione e punti di forza del film

Sebbene attesissimo, il film non ha soddisfatto le aspettative di molti e ha ottenuto reazioni molto contrastanti. Il suo punto di forza è sicuramente il personaggio principale, grazie anche all’interpretazione della bravissima Milly Alcock, già nota soprattutto per essere Rhaenyra Targaryen in House of the Dragon. si tratta infatti di un’eroina ribelle e imperfetta, fragile e profondamente umana, con la quale lo spettatore riesce ad empatizzare. Supergirl non trova un posto nel mondo, e dovrà affrontare un viaggio interplanetare e introspettivo per accettare e convivere con il dolore e la sofferenza senza farsi trascinare nell’abisso.

Un pensiero su “Supergirl: il nuovo film del DC Universe amplia gli orizzonti del franchise

  1. Visto al cinema alcuni giorni fa. Effettivamente è un’opera che ha diversi difetti, qualche problema di ritmo, qualche scena d’azione non molto chiara e anche un villain abbastanza dimenticabile e insulso, ma nonostante ciò l’ho apprezzato per diversi motivi tra cui proprio la protagonista che si dimostra molto interessante e sfaccettata, alcune scene al rallenty che sorprendentemente sono fatte bene e non sono a caso e anche le tematiche sono narrate ottimamente.

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