Il rap digitale diventa repertorio: Malakooda lancia Hardchive.exe

La gestazione del rap contemporaneo si è ormai trasferita dagli studi di registrazione ai flussi istantanei dei social network. Reel, storie e improvvisazioni live su Instagram rappresentano i nuovi palchi digitali dove i rapper coltivano la propria community. In questo scenario si inserisce Hardchive.exe, l’ultimo progetto di Malakooda, rilasciato per la Ciao Proprio Label con distribuzione Symphonic. L’EP nasce dall’esigenza di dare un’identità durevole a una serie di freestyle nati originariamente online, salvandoli dal consumo rapido dettato dalle piattaforme social per convogliarli in un catalogo musicale strutturato e coerente.

© Music & Media Press

Un archivio sonoro tra cinema horror e influenze cyberpunk

Il titolo del lavoro evoca una doppia chiave di lettura: da un lato l’idea di raccogliere materiale grezzo in un vero e proprio archivio digitale, dall’altro un richiamo nostalgico all’estetica dei vecchi file eseguibili e di un web ormai obsoleto. Hardchive.exe non si presenta come un classico concept album, ma si distingue per un’identità sonora cupa, arricchita da sonorità grezze e industriali. I testi sono densi di barre fitte, punchline serrate e citazioni multidisciplinari che spaziano dal cinema d’animazione come Ghost in the Shell ai capolavori horror di Lamberto Bava e Alfred Hitchcock, fino a riferimenti pop e storici.

Il rap digitale diventa repertorio: malakooda lancia "hardchive.exe"
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Le collaborazioni e la forza della performance dal vivo

Il pilastro di questo progetto è l’inedito Chupacabra, che vede la straordinaria partecipazione e produzione di Esa AKA El Presidente, una delle figure storiche e più autorevoli dell’hip hop italiano. Il brano ruota attorno alla metafora del “GOAT” inteso non solo come acronimo di grandezza ma anche come predatore che agisce nell’ombra. Il lavoro si impreziosisce inoltre della collaborazione con la band cyberpunk giapponese IJEN KAI e della registrazione in studio curata da Jack The Smoker per la traccia Merda Duomo. A chiudere la tracklist è la versione live di Codex Gigas, registrata al Barrio’s di Milano, che ribadisce la centralità della performance dal vivo e l’attitudine competitiva dell’artista di Parma, consolidandone la maturità artistica fuori dagli schermi degli smartphone.

Biografia artista

Malakooda, al secolo Pietro Bonati, è un rapper e autore parmigiano classe 2002. Avvicinatosi alla scrittura musicale fin dalla prima adolescenza, porta nel proprio percorso riferimenti che arrivano dal cinema, dalla pittura, dalla filosofia e dalla letteratura, elementi che hanno contribuito a definire una cifra artistica riconoscibile, segnata da immaginari oscuri, ricerca sonora e forte attenzione alla parola. Ha pubblicato circa settanta tracce e tre progetti indipendenti: i dischi Blood Notes e Gifted, nel nome di Io, oltre al mixtape Provviste per l’Inferno, lavori influenzati, sul piano estetico e tematico, dal lato più inquieto e nascosto della città. Nel tempo ha curato personalmente molte componenti del proprio percorso: eventi, sceneggiature, montaggio dei videoclip, grafiche digitali, manifesti e merchandising, sviluppando un’identità che unisce musica, immagine e produzione visiva.

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