Interviste pungenti: a tu per tu con Maria Grazia di Pietrantonio, autrice di Chiaroscuro: versi di luce e pensieri d’ombra

Questo nuovo appuntamento della rubrica Interviste pungenti ci porta a conoscere Maria Grazia di Pietrantonio, che sotto lo pseudonimo di Luxanna ha scritto la sua raccolta poetica Chiaroscuro: versi di luce e pensieri d’ombra.

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L’intervista

Maria Grazia di Pietrantonio, benvenuta nella rubrica Interviste pungenti. Inizio chiedendoti di parlarci un po’ di te. Chi sei? Cosa fai nella vita?

Sono una docente di scuola primaria, un ruolo che ricopro con dedizione e passione. Il mio percorso professionale è profondamente influenzato dalla mia formazione accademica, essendo laureata in Filosofia. Questo background mi ha fornito un solido quadro di riferimento per comprendere e apprezzare la complessità del pensiero umano e la sua espressione attraverso diverse forme d’arte e di conoscenza. La mia anima, però, respira letteratura, un respiro profondo che si fa più intenso quando incontra la poesia. Per me, la parola scritta è un portale, un invito a esplorare l’infinito dell’animo umano. Ma è nella poesia che trovo il mio rifugio più caro. È un’arte sottile, un incanto di suoni e significati che, in poche, scelte parole, svela universi interiori. Ho un’altra grande passione: viaggiare. Questa passione mi permette di immergermi nelle diverse culture del mondo e di apprezzare la bellezza intrinseca della diversità umana. Ogni viaggio è un’occasione preziosa per ampliare la mia comprensione e la mia prospettiva.

Quando è nata la tua passione per la scrittura? 

La mia passione per la scrittura è germogliata, quasi per caso, come un rifugio indispensabile negli ultimi anni. Attraversando momenti di profonda difficoltà legati a una relazione tossica, la parola scritta, e in particolare la poesia, si è rivelata un’ancora di salvezza essenziale, senza la quale il mio percorso esistenziale sarebbe stato insostenibile. Posso dire che la poesia mi ha salvato la vita.

Chiaroscuro: versi di luce e pensieri d’ombra è la tua raccolta poetica scritta sotto pseudonimo: Luxanna. Parlaci di lei, chi è Luxanna?

Dietro Luxanna si cela una storia di profonda metamorfosi. ‘Lux’ è la luce che ha illuminato il mio cammino, la scintilla di forza d’animo che ha acceso la mia rinascita e rigenerazione. Anna è un omaggio al nome di mia figlia, il faro del mio amore, il porto sicuro che mi ha riportato a riva. Luxanna è l’essenza di questo viaggio: la luce della resilienza che mi ha salvato e l’amore di Anna che mi ha ancorato.

Chiaro e scuro, due pesi opposti della stessa bilancia. La tua, è una scrittura coraggiosa e sinuosa ma anche tormentata e spezzante. Ci puoi raccontare cosa rappresentano per te sia il chiaro che lo scuro?

Nel mio percorso, ho utilizzato le metafore del ‘chiaro’ e dello ‘scuro’ per descrivere due aspetti fondamentali della mia esperienza. Il ‘chiaro’ rappresenta quella parte di me che aspirava profondamente a uscire da un periodo di profonda difficoltà. È la luce della speranza, la volontà di superare le tenebre, la spinta a liberarsi dall’angoscia esistenziale che mi aveva avvolto. È la direzione verso cui tendevo, la mia vocazione a trovare una via d’uscita. Lo ‘scuro’, invece, simboleggia tutti i momenti bui, le sfide, le sofferenze e le difficoltà che ho attraversato. Non si tratta di un’oscurità fine a se stessa, ma di un’esperienza vissuta. Io ho attraversato l’oscurità, però, nonostante questi momenti fossero intensi e potenzialmente schiaccianti, riuscivo a superarli grazie a una forza interiore che sentivo dentro di me. Lo ‘scuro’ è quindi anche la testimonianza della mia capacità di resilienza e della mia forza interiore che mi ha permesso di navigare e infine emergere da queste esperienze difficili.

Nel tuo libro sono inserite anche delle immagini. Ci puoi parlare di loro?

Desidero chiarire il ruolo delle immagini nel mio lavoro. Esse non vanno intese come opere pittoriche autonome, bensì come strumenti visivi funzionali a fornire un’anticipazione e un’idea del contenuto testuale che le accompagna. Il loro scopo primario è quello di facilitare e rendere più agevole l’approccio alla lettura, stimolando un interesse preliminare. Le immagini presentano una natura prettamente casuale nella loro composizione, ma sono state accuratamente selezionate per includere dettagli specifici. Questi particolari sono concepiti per agire come un riflesso, richiamando elementi o concetti presenti nel testo e creando così un legame speculare tra l’elemento visivo e quello testuale. In tal modo, le immagini diventano un ponte metaforico, un invito a esplorare la profondità del contenuto scritto.

E dei racconti sparsi nella raccolta, cosa puoi dirci di loro? 

Nel libro sono presenti due distinti racconti. Il primo, che apre il volume, si configura come una pagina di diario intima e profonda. In essa, si esplora un intenso malessere, cristallizzato durante un Capodanno, un momento in cui la volontà di non proseguire l’esistenza nel modo in cui era vissuta si fa strada con prepotenza. Questa introspezione sfiora il desiderio di morte, poiché le parole scritte in quelle pagine definiscono l’esperienza vissuta come una vera e propria punizione. A contrasto, le pagine conclusive del libro presentano un vero e proprio racconto breve, incentrato sulla narrazione di un radicale cambiamento. La storia descrive il percorso di un individuo che, partendo dalle profondità delle proprie difficoltà, risale gradualmente verso la luce. Questo processo di rinascita è reso possibile dall’amore, elemento cardine e segreto che permette di superare le avversità e ritrovare il senso della vita.

Chiaroscuro: versi di luce e pensieri d’ombra è un’autopubblicazione. Come mai hai scelto la strada del self-publishing? Come gestisci le varie fasi di editing, grafica e pubblicazione? 

In origine, non avevo alcuna intenzione di pubblicare questo libro; avrei preferito conservarlo, per così dire, in un cassetto. Tuttavia, è stata mia sorella a manifestare un desiderio profondo e insistente per la sua pubblicazione. La sua determinazione è scaturita non solo dalla valutazione dei contenuti, ma anche, e forse soprattutto, dalla volontà di offrire un riscatto simbolico rispetto alle avversità che abbiamo affrontato. L’obiettivo principale, condiviso con lei, era quello di consentire ad altri lettori di identificarsi nelle mie parole e di trarne la forza necessaria per superare momenti critici. Pertanto, la scelta dell’auto-pubblicazione è stata interamente gestita da mia sorella e dal suo compagno, che hanno sposato con grande entusiasmo questo progetto.

All’attivo hai altre pubblicazioni. Ti va di parlarcene brevemente?

Nel mio percorso ho avuto modo di esplorare il mio lato creativo attraverso la scrittura di un romanzo breve intitolato Come il fiore di ibisco-sotto i cieli della Nuova Caledonia edito Diogene Edizione e reperibile in qualsiasi libreria. Quest’opera è nata da un viaggio significativo in quella terra e rappresenta una riflessione profonda su temi complessi. La storia prende avvio dalla fine di una relazione, innescata dalla dipendenza da alcolismo del partner della protagonista che, spinta dalla sofferenza e dal bisogno di un nuovo inizio, intraprende un viaggio verso l’ignoto in Nuova Caledonia. Tuttavia, anche in questo nuovo contesto, l’amore le riserverà un epilogo amaro, offrendo uno spaccato sulla fragilità delle relazioni e sulla persistenza di sfide emotive. Anche questo racconto è quasi del tutto autobiografico e ci sono molto affezionata.

Ci descrivi la tua “routine” nel momento in cui ti siedi a scrivere?

Per quanto riguarda il mio processo creativo e di scrittura, non seguo una routine prestabilita. Piuttosto, mi affido a momenti di ispirazione che si manifestano come un bisogno impellente di tradurre in parole ciò che sento. Altrimenti, avverto una sorta di pressione interna, quasi un malessere, che necessita di essere esternata. Pertanto, la scrittura diventa per me uno sfogo, una canalizzazione di energia fondamentale.

Hai in lavorazione nuovi progetti editoriali?

Al momento non ho progetti specifici in corso. Continuo a dedicarmi prevalentemente alla scrittura di poesie, ma non ho in mente nulla di particolare. La mia attività di insegnante assorbe gran parte del mio tempo e delle mie energie, il che rende difficile dedicarsi a progetti più strutturati. Ma questo è limitato al momento attuale. Il futuro è sempre una sorpresa. Le cose possono cambiare in maniera repentina. Staremo a vedere. 

La sinossi dell’opera

Il libro è una raccolta di racconti e poesie che riflette lo stato d’animo della scrittrice che, vittima per anni di violenza psicologica da parte del compagno, si affida alla potenza sconvolgente della parola, alla sua funzione catartica e salvifica. L’incontro tra l’io e la realtà è poesia. Ogni emozione vissuta nella propria intimità, impressa nel verso, diventa di tutti, è un bene comune che dà voce perfino ai silenzi più imbarazzanti. I versi che si susseguono sono una raccolta di vissuti, sentimenti, sensazioni umani, troppo umani, in cui ognuno può vedersi, capirsi, giustificarsi. I versi sono inviti alla vita a farsi comprendere, sono ricordi che risuonano nel tempo, sono carezze all’esistenza. La potenza del verso, talvolta, allevia le pene della vita, ci fa sentire liberi, ci rende invincibili.

Biografia autrice

Nata a Napoli, ha frequentato il Liceo Classico e ha conseguito la Laurea in Filosofia presso l’Università degli studi di Napoli Federico II. Ha vissuto in Canada per alcuni anni, dove ha iniziato a scrivere ispirata dalla quiete del luogo e dai paesaggi immacolati. Amante della letteratura, della musica classica e dei viaggi, ha pubblicato un romanzo nel 2011, con Diogene Edizioni, dal titolo Come il fiore d’ibisco (Sotto i cieli della Nuova Caledonia). Da diversi anni si sta dedicando alla poesia perché essa è strumento di libertà e parola che risana. Tra i premi più importanti, nel 2017 è finalista ai concorsi Il Federiciano, Massa città fiabesca di mare e di marmo e Premio Belli. Nel 2018 si classifica al 2° posto al Concorso Nazionale di poesia Pietro Maloni di Berzo-Demo (BS) con la lirica La musica dell’Eterno. Nel 2022 è finalista alla IX edizione del concorso Versi sotto gli Irmici con la lirica Aurora e al concorso letterario Città di Bologna con la lirica Di fronte, il mare. Sempre nel 2022 si classifica terza al Premio Letterario Antonianum, ventitreesima edizione. Nel 2026 è finalista al concorso letterario Il Federiciano con la lirica Vuoto.

© Maria Grazia di Pietrantonio

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