Annunciati i vincitori della quarantunesima Settimana Internazionale della Critica: Prima della Guerra trionfa come miglior film

A settembre i riflettori di tutto il mondo tornano ad illuminare il Lido di Venezia grazie alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. È proprio in questa occasione che, venerdì 11 settembre 2026, sono stati annunciati i vincitori della quarantunesima Settimana Internazionale della Critica (SIC), sezione autonoma e parallela del Festival organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. A trionfare come miglior film è stato l’italiano Prima della Guerra. E-I-E-I-O si aggiudica invece il Premio miglior cortometraggio.

© Alice Durigatto

Prima della Guerra vince come miglior film

A conquistare il Gran Premio IWONDERFULL è il film del regista Tommaso Usberti. Prima della Guerra, ambientato nella pianura padana, apre una riflessione urgente sulla mascolinità contemporanea e racconta di Guido, ragazzo cresciuto nella violenza e nel razzismo, e del suo incontro con Sonia, giovane immigrata kosovara. L’opera si è aggiudicata la vittoria “per la sua regia intensa e vibrante, per il talento potente ed espressivo del suo protagonista, per la maestria della mise-en-scène. […] Un film che si affida tanto al silenzio quanto alle parole, dove il suono e la musica diventano un campo di battaglia a sé stante per indagare temi di stringente attualità: la mascolinità tossica, il desiderio impossibile e la profonda solitudine dell’individuo”, come si legge nella motivazione fornita dalla giuria internazionale. Prima della Guerra vince anche il Premio Luciano Sovena al miglior produttoreper aver saputo raccontare con pochi mezzi un’Italia degli ultimi tra realismo e magia, violenza e tenerezza, romanticismo e razzismo”.

Prima della Guerra © Alice Durigatto

Doppietta per The End of Times

The End of Times di Bibiana Rojas Gómez e Juan David Cárdenas Maldonado si porta a casa il Premio Mario Serandrei – Hotel Saturnia per il miglior contributo tecnico, grazie alla sua “capacità di riscrivere il tempo utilizzando il montaggio come forma di espansione narrativa”. Nel film vediamo la protagonista Salomè analizzare anni di video di famiglia nel tentativo di comprendere la tristezza della madre; questa ricerca la porterà a scoprire un passato segnato dallo sfruttamento e dalla violenza nella storia della Colombia e dell’America Latina. The End of Times si aggiudica inoltre la menzione speciale del Gran Premio IWONDERFULL.

The End of Times © Alice Durigatto

Gli altri vincitori

Our Share of Sand di Shalini Adnani, un dramma familiare che diventa una riflessione sulle disuguaglianze e sulla crisi ambientale, vince il Premio del Pubblico. A Zoom In, Zoom Out di Dong Jie spetta invece il Premio Circolo del Cinema di Verona, che viene assegnato al film più innovativo della selezione. Il protagonista Shi, un giovane game designer, intraprende un duro viaggio attraverso la città alla ricerca del suo coinquilino scomparso. A guidarlo, tra realtà e virtuale, sarà un indizio nascosto in un gioco online e l’incontro con YY, la fidanzata del suo amico. London, realizzato da Victor di Marco e Márcio Picoli, vince ex aequo il prestigioso Queer Lion Award 2026, riconoscimento dedicato al miglior film con tematiche LGBTQIA+.

Our Share of Sand © Alice Durigatto
Zoom In, Zoom Out © Alice Durigatto
London © Alice Durigatto

E-I-E-I-O vince come miglior cortometraggio

Nell’ambito dell’undicesima edizione SIC@SIC (Short Italian Cinema @ Settimana Internazionale della Critica), il Premio al miglior cortometraggio viene assegnato a E-I-E-I-O di Noemi Arfusoper la sua capacità di raccontare con ironia e incisività una questione cruciale del nostro presente, mostrandoci che quando i corpi umani spariscono, la natura governa”. Il cortometraggio vede protagoniste due entità sintetiche che giocano a sterminare gli esseri umani, fino a quando qualcosa, nel loro piano, va storto.

E-I-E-I-O © Alice Durigatto

Gli altri cortometraggi premiati

Il Premio alla miglior regia va a Revolver di Paoli de Luca, incentrato sulla vita di Ronga, una go-go dancer trans che lotta per la propria dignità all’interno della crudele gerarchia del mondo della notte. Se mai le cose di Giulia Cosentino apre una riflessione generazionale sul significato che oggi attribuiamo agli oggetti, alla casa e alle relazioni, guadagnandosi il Premio Miglior Contributo Tecnico e il Premio del Centro Nazionale del Cortometraggio. Menzione speciale a Dove le lacrime aspettano di Caterina Bertini e Blu Diego Fasoli, che vede protagonisti tre fratelli chiusi fuori casa alle prese con la notte, il buio, i rumori e, soprattutto, la propria immaginazione.

Revolver © Alice Durigatto
Se mai le cose © Alice Durigatto
Dove le lacrime aspettano © Alice Durigatto

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