La priora: il nuovo thriller storico di Susana Martín Gijón arriva nelle librerie italiane

Il 15 settembre 2026 arriva nelle librerie italiane, pubblicato da Ponte alle Grazie, La priora, il nuovo thriller storico di Susana Martín Gijón. Dopo aver conquistato il pubblico spagnolo con i suoi romanzi noir e le serie poliziesche dedicate ad Annika Kaunda e Camino Vargas, l’autrice, questa volta, porta i suoi lettori nella Granada del 1585, scegliendo come protagonista una donna realmente esistita: Ana de Jesús, priora delle Carmelitane Scalze e figura importante della riforma avviata da Teresa d’Avila. Il romanzo intreccia un’indagine per omicidio con una ricostruzione storica della Granada del XVI secolo, portando sulla pagina anche altri personaggi realmente esistiti, come san Giovanni della Croce e Juan Latino, accanto a figure di finzione. La casa editrice presenta La priora come una storia costruita attraverso una ricostruzione d’epoca raffinata, nella quale il thriller si accompagna a una più ampia riflessione sui rapporti tra fede e potere, desiderio e senso di colpa, santità e violenza. Un romanzo che ha già ricevuto l’attenzione di alcune importanti voci della narrativa contemporanea.

© Ponte alle Grazie

“Susana Martín Gijón si affida alla Storia con la S maiuscola e alla sua penna elegante per disegnare una trama disseminata di verità, di avventure, di personaggi unici”.

Berna Gonzalez Harbour

“Susana Martín Gijón ci immerge in un thriller avvincente. Sarà impossibile per il lettore lasciare la mano di suor Ana de Jesús prima dell’ultima pagina”.

Claudia Piñeiro

“Un romanzo storico pieno di passaggi oscuri e misteriosi, in cui i personaggi ingaggiano una lotta fra ciò che è moralmente giusto e ciò che è torbido, in un mondo conventuale aspro, in cui la rovina morale si impone spesso sulla virtù e sui voti. Vi conquisterà fin dalla prima pagina”.

Ramon Villa Garcia di Zenda

Trama

Granada, 1585. Nel chiostro di un convento di Carmelitane Scalze viene ritrovato un uomo nudo, mutilato e ormai morente. Prima di morire, riesce a pronunciare soltanto tre parole: “Gli smeraldi volanti”. Sarà questo enigmatico messaggio a dare inizio a una vicenda nella quale i misteri aumenteranno insieme ai cadaveri. A cercare di fare luce sugli avvenimenti è Ana de Jesús, la priora del convento. Quello che potrebbe sembrare un delitto isolato si trasforma presto in un’indagine sempre più complessa, nella quale emergono passioni, sospetti, rivalità e ferite che affondano le proprie radici nella storia della città. Ma il pericolo non riguarda soltanto gli omicidi. Sul convento e sulle sue religiose incombe infatti una minaccia legata alla riforma carmelitana iniziata da Teresa d’Avila, mentre Granada porta ancora i segni della repressione subita dalla popolazione morisca. In questo scenario, Ana de Jesús dovrà muoversi tra fede e potere, desiderio e senso di colpa, santità e violenza, cercando di comprendere cosa si nasconda dietro i delitti e chi sia realmente coinvolto nella vicenda. Il thriller si trasforma così anche in un affresco della Granada del Cinquecento, una città oscura e sensuale nella quale le vicende private dei personaggi si incontrano con le grandi tensioni politiche e religiose dell’epoca.

Ana de Jesús e la riforma delle Carmelitane Scalze

Uno degli elementi più interessanti di La priora è la scelta di mettere al centro Ana de Jesús, personaggio storico che ebbe un ruolo importante nella diffusione della riforma teresiana. Ana de Jesús, al secolo Ana Lobera, entrò nel Carmelo nel 1570 e nel 1575 divenne priora del convento di Beas de Segura. Nel 1582 partì per Granada insieme a San Juan de la Cruz, dove fondò il convento di San José e ne rimase priora fino al 1586. Successivamente avrebbe continuato la sua attività fondatrice, arrivando anche a Madrid e contribuendo alla conservazione e alla diffusione delle opere di Teresa di Gesù. La sua storia si lega direttamente alla riforma delle Carmelitane Scalze avviata da Teresa d’Avila, un movimento che puntava a riportare l’ordine a una vita religiosa più austera e contemplativa. San Juan de la Cruz fu, insieme a Teresa, una delle figure fondamentali della riforma anche per il ramo maschile. Nel romanzo, l’aspetto religioso diventa parte integrante del mistero.

La Granada del 1585

Susana Martín Gijón ricrea una Granada del XVI secolo attraversata da contrasti: da una parte il prestigio della città e dell’Alhambra, dall’altra le conseguenze delle violenze e delle repressioni che avevano segnato il territorio dopo la rivolta dei moriscos. La rivolta del Regno di Granada era iniziata nel 1568 e si era conclusa nel 1571 con una dura repressione e la deportazione e dispersione di una parte della popolazione morisca. Nel 1585 quelle ferite sono ancora parte del contesto nel quale si muovono i personaggi del romanzo. È proprio in questa Granada che convivono il mondo religioso, le tensioni politiche e una società attraversata da profonde differenze. La ricostruzione storica permette alla vicenda investigativa di allargarsi progressivamente: il mistero dei cadaveri diventa anche il punto di partenza per raccontare una città e un’epoca segnate da conflitti ancora aperti. Accanto ad Ana de Jesús e San Juan de la Cruz compare inoltre Juan Latino, altra figura realmente esistita. Nato probabilmente all’inizio del XVI secolo e arrivato a Granada in giovane età, fu prima schiavo e poi uomo libero, studiò e divenne professore di grammatica all’Università di Granada, distinguendosi come autore in latino. La sua presenza permette al romanzo di raccontare anche un’altra realtà della Granada del tempo, fatta di barriere sociali e possibilità di emancipazione. In questo modo La priora unisce il meccanismo del thriller storico alla ricostruzione di un’epoca, utilizzando il mistero per riportare sulla pagina personaggi realmente esistiti e una città nella quale religione, politica, potere e conflitti sociali si intrecciano continuamente.

Biografia autrice

Nata a Siviglia nel 1981, Susana Martín Gijón è giurista specializzata in relazioni internazionali e diritti umani e ha lavorato nel campo dello sviluppo socioeconomico e della cooperazione. È conosciuta soprattutto per le sue serie poliziesche con protagoniste Annika Kaunda e Camino Vargas. In Italia, Ponte alle Grazie ha pubblicato nel 2025 Progenie, mentre La priora rappresenta il suo secondo thriller storico dopo 1580: morte a Siviglia, pubblicato nel 2024. Con La priora, l’autrice porta quindi il lettore nella Granada del 1585, costruendo attorno ad Ana de Jesús un’indagine nella quale il mistero si intreccia con la storia della riforma carmelitana e con le vicende di alcune figure realmente esistite. Un thriller storico che parte da un delitto e si allarga progressivamente alla città, alla società e ai conflitti della Spagna del Cinquecento.

© Telva

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