Festa del Cinema di Roma: le donne che cambiano lo sguardo

Alla Festa del Cinema di Roma le donne non sono una sezione: sono uno sguardo che attraversa il programma. Registe, attrici, documentariste, sportive e protagoniste di storie lontane si incontrano in un cinema che racconta sempre più spesso la libertà come possibilità di scegliere.
Tra loro c’è Kasia Smutniak, che arriva alla Festa con Mustang, il suo documentario più personale. La storia comincia nel 2003, durante un viaggio in Mustang, in Nepal. Kasia e Pietro incontrano una realtà in cui per molti bambini studiare significa lasciare le proprie famiglie. Da quell’esperienza nasce un progetto: costruire una scuola, perché l’istruzione possa diventare un diritto e non un privilegio.

© Bee Chronicles Magazine

Molto più di un semplice documentario

Vent’anni dopo, quella promessa è diventata realtà. E nel film entra anche Sophie, la figlia di Kasia. È qui che Mustang diventa qualcosa di più del racconto di un progetto: è una storia sul tempo, sulla responsabilità e sul rapporto tra generazioni. Una madre che costruisce qualcosa per altri bambini e una figlia che, crescendo, scopre il significato di quella scelta.
Il tema dell’educazione si intreccia così con quello dell’autonomia. Perché permettere a una bambina di studiare significa darle la possibilità di immaginare un futuro diverso, di scegliere dove stare, cosa diventare, quale strada percorrere.

La forza delle donne

Il filo femminile attraversa anche il concorso Progressive della Festa. C’è la giovane protagonista di Skateboarding Is Not for Girls, che sogna di diventare una campionessa mentre intorno a lei resiste la tradizione del matrimonio combinato. Lo skateboard diventa allora una piccola, potentissima forma di libertà.
In Fruit Gathering, due giovani operaie tessili in Myanmar vivono un amore che la società intorno a loro non accetta. In Yesterday the eye didn’t sleep, ambientato nella Valle della Bekaa, le donne cercano invece uno spazio di autodeterminazione all’interno di una realtà ancora profondamente patriarcale.
Sono storie molto diverse, ma hanno qualcosa in comune: raccontano donne che non vogliono essere definite soltanto dalle circostanze in cui sono nate.

Protagonista della storia e della realtà

E c’è anche la memoria, quella che recupera figure femminili rimaste troppo spesso ai margini. È il caso di Eva Mameli Calvino, botanica e pioniera, protagonista di un documentario che restituisce attenzione alla madre di Italo Calvino e al suo straordinario percorso scientifico. Una storia che invita a guardare oltre i nomi più conosciuti e a riscoprire chi, per anni, è rimasto nell’ombra.
Anche lo sport amplia questo racconto con Billie Jean King e Federica Brignone. Due epoche, due discipline, due percorsi diversi, ma la stessa capacità di trasformare il proprio spazio e, attraverso quello spazio, cambiare anche lo sguardo degli altri.

Mustang

È forse questo uno degli elementi più interessanti della Festa di quest’anno: le donne non vengono raccontate come una categoria separata. Sono parte del racconto del presente. Sono atlete, madri, figlie, lavoratrici, artiste, ragazze che cercano la propria strada. A volte resistono, altre volte costruiscono, altre ancora semplicemente provano a scegliere.
E Mustang sembra racchiudere tutto questo. Una promessa nata durante un viaggio diventa una scuola. Una scuola diventa un luogo di possibilità. E una storia personale diventa un film. Kasia Smutniak, passando dall’altra parte della macchina da presa, non racconta soltanto ciò che è stato costruito in questi anni. Racconta anche ciò che può ancora nascere.
Perché forse il cinema, quando riesce davvero a cambiare prospettiva, fa proprio questo: prende una storia particolare e ci permette di riconoscere, dentro quella storia, qualcosa che riguarda tutti noi. E a Roma, quest’anno, molte di queste storie hanno un volto femminile.

© Sky TG24

Lascia un commento