Per un weekend Milano si è trasformata in un enorme tavolo da gioco. Il 3 e 4 ottobre, gli spazi di Morel Milano hanno ospitato la prima edizione di COMBO Festival di Pedine, Dadi e Carte, un nuovo appuntamento dedicato al mondo del gioco da tavolo e di ruolo. Un festival che non guarda al board game soltanto come passatempo, ma come fenomeno culturale, sociale e creativo, capace di riunire appassionati, curiosi, autori e game designer attorno a una stessa partita. Tra tavoli da gioco, editori, mostre, talk, tornei ed esperienze interattive, Combo ha trasformato il gioco in un’occasione per incontrarsi, sperimentare e creare nuove comunità.

I numeri del festival
A raccontare la portata della prima edizione di COMBO Festival sono anche i numeri: 3.000 metri quadrati di spazio, 150 tavoli da gioco e oltre 40 case editrici, con più di 40 anteprime presentate al pubblico in vista dell’appuntamento internazionale di Spiel Essen. A questi si aggiungono due mostre, 12 talk, l’area dedicata al Design for Play Award, l’Italian Game Jam speciale su Pinocchio, il Proto-soccorso per designer emergenti e una serie di tornei e appuntamenti serali. Un programma pensato per mettere insieme chi il mondo dei giochi lo conosce già e chi, invece, è arrivato al festival per scoprirlo per la prima volta.

Non solo guardare: al Combo si gioca
Al Combo, però, non si viene soltanto per guardare: soprattutto, si viene per giocare. I visitatori hanno potuto provare liberamente decine di titoli negli spazi messi a disposizione dagli editori e nella grande ludoteca curata da La Tana dei Goblin, con 70 tavoli dedicati al gioco. Un’occasione per sedersi, aprire una scatola e scoprire direttamente sul campo nuovi mondi, meccaniche e strategie, senza la necessità di essere esperti. Tra le esperienze proposte anche l’escape room Cryptolocked, pensata per mettere alla prova intuito e capacità di deduzione.

Un gioco da ragazze
Tra gli spazi che hanno dato al festival una dimensione culturale c’è anche Un gioco da ragazze, installazione illustrata dalla graphic designer Paola Rondi e dedicata a 14 game designer donne italiane e internazionali. Un percorso che porta alla luce figure che hanno contribuito alla storia e all’evoluzione del gioco da tavolo, in un settore ancora oggi poco rappresentato al femminile. Da Elizabeth Magie Phillips, considerata una delle pioniere del game design, a Elizabeth Hargrave, autrice di Wingspan, fino a Leslie Scott, creatrice di Jenga, la mostra racconta esperienze e percorsi diversi, mettendo in discussione l’idea che il mondo del gioco abbia un’identità prevalentemente maschile.

Quando il gioco crea comunità
Più che una semplice fiera, Combo Festival prova così a diventare un punto d’incontro per una comunità. Quella dei giocatori, certo, ma anche degli autori, degli editori, dei designer e di chi si avvicina per la prima volta a questo universo. Il gioco da tavolo diventa uno strumento per stare insieme, comunicare e costruire relazioni lontano dagli schermi, attraverso un’esperienza che richiede partecipazione e condivisione. È proprio questa la scommessa di Combo: riportare il gioco al centro delle relazioni, creando uno spazio in cui fermarsi, giocare, parlare e conoscere persone nuove. Perché dietro una pedina, un dado o un mazzo di carte non c’è soltanto una partita da vincere, ma la possibilità di sedersi allo stesso tavolo con qualcun altro.

