Tra la fine di un amore e la sfida di crescere: il crossover emotivo di Higetori Furà

Il singolo d’esordio di Higetori Furà, You Were By My Side, trasforma il trauma di una relazione finita in un’indagine generazionale su identità e disorientamento, tra influenze rap e nu metal. Utilizza le macerie di una storia conclusa come pretesto per esplorare un territorio più impervio: quello del passaggio all’età adulta. Scritto da un artista che si muove nella delicata fascia d’età tra i venticinque e i trent’anni, il singolo racconta la fatica di trovare nuovi appigli quando un “noi” si trasforma bruscamente in distanza. Il titolo, letteralmente “Eri al mio fianco”, evoca un’assenza che continua a influenzare il presente, trasformando un’esperienza privata in un racconto collettivo di crescita e fragilità.  

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L’architettura sonora del disordine

Musicalmente, il brano non accetta etichette univoche, posizionandosi in un’area crossover dove il rap dialoga con la ruvidezza del nu metal. L’uso della lingua inglese conferisce al pezzo un tono confessionale, creando un attrito costante tra l’istinto ritmico e una linea emozionale profonda. Questo equilibrio riflette la formazione eclettica dell’artista: un bagaglio che spazia dai Linkin Park e Santana fino a giganti del genere come Eminem e Juice WRLD, passando per l’elettronica e la musica classica. Il risultato è una scrittura nervosa e autentica, capace di dare corpo a un dolore ancora vicino senza rinunciare alla ricerca melodica.  

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Biografia artista

Anche lo pseudonimo dell’artista desiano rivela una stratificazione di significati. Nato da studi di lingua giapponese, il nome Higetori Furà è una traduzione ironica del suo cognome, un omaggio all’immaginario di Akira Toriyama che fonde leggerezza e introspezione. Sebbene l’amore sia stato il motore creativo iniziale, nato durante una notte insonne in Spagna nel 2019, l’artista guarda già oltre. L’obiettivo è spostare il baricentro verso domande più urgenti sul mondo circostante e sul peso di diventare adulti in un tempo che consuma rapidamente ogni sentimento. Il videoclip, girato nella cornice del Teatro Belloni di Barlassina, suggella questo inizio: un punto di osservazione privilegiato su ciò che resta quando un legame si interrompe.  

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