Il nuovo Rinascimento jazz di Edoardo Baroni: esce The Ash Wednesday Supper

Il panorama jazz contemporaneo accoglie un nuovo capitolo fondamentale con la pubblicazione di The Ash Wednesday Supper, il quarto album solista di Edoardo Baroni. Il titolo dell’opera trae ispirazione diretta da La Cena delle ceneri” di Giordano Bruno, omaggiando la libertà di pensiero del filosofo nolano attraverso un abbattimento dei confini tra i generi musicali. Prodotto da Dario Mollo per l’etichetta Clockbeats, il disco ha già raggiunto la vetta della classifica di Amazon Music, confermando il trend positivo avviato dai precedenti lavori dell’artista.  

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La tracklist: un dialogo tra epoche

L’album si presenta come un corpus di profonda maturità intellettuale in cui la chitarra di Baroni si muove agilmente tra composizioni originali, standard jazz e pagine della musica classica. Nella tracklist spiccano reinterpretazioni di capolavori come Fugata di Astor Piazzolla e Satin Doll di Duke Ellington, affiancati da incursioni nel repertorio di Bach e brani inediti come Hapy’s Dance (A Night in Egypt). Questa varietà stilistica riflette la volontà del musicista di unire il rigore della musica colta con l’urgenza espressiva del jazz, mantenendo un’armonia definita e personale.  

Il nuovo Rinascimento jazz di Edoardo Baroni: esce "The Ash Wednesday Supper"
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Biografia artista

Edoardo Baroni, formatosi al Conservatorio Marenzio di Brescia, vanta una carriera eclettica che spazia dall’insegnamento alla collaborazione come turnista. Attualmente docente di Propedeutica Musicale a Cremona e di chitarra per Musicoterapia a Cesena, Baroni ha saputo consolidare una solida proiezione internazionale. Il lancio del nuovo disco è supportato da una trilogia visiva, iniziata con il videoclip di Fugata presentato su Sky TG24, e darà il via a un imponente tour mondiale che toccherà Italia, Francia, Svizzera e nuovamente il Giappone, nazione con cui l’artista ha stretto un legame indissolubile.  

“La mia volontà per questo disco era quella di unire brani miei a standard jazz, osando anche brani di musica classica. Ho cercato di rendere tutto il più vicino possibile alla mia sensibilità musicale, pur mantenendo il doveroso rispetto verso i grandi musicisti che mi hanno ispirato. È il mio quarto album da solista e ne sono molto soddisfatto: sento di aver compiuto un passo in avanti decisivo rispetto ai miei lavori precedenti”.

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