Il bullismo non si ferma al suono dell’ultima campanella, ma prosegue silenzioso nelle chat di classe e negli sguardi di chi sceglie di non vedere. Da questa consapevolezza nasce Colpa Mia, il nuovo singolo di Clair (nome d’arte di Barbara Rizzo), pubblicato per l’etichetta Loud Vision. Dopo il successo di Stop Anxiety, la cantautrice e docente siciliana torna a utilizzare la musica come strumento di sensibilizzazione sociale, puntando i riflettori su una delle conseguenze più atroci della prevaricazione: l’autoaccusa della vittima.

L’illusione della colpa
Il brano affronta il fenomeno della colpa interiorizzata, quella dinamica psicologica per cui chi subisce violenza, online o offline, finisce per credere di meritare il male ricevuto. Il testo si apre con una confessione dolorosa: “Ho paura di quello che può succedere e la paura è colpa mia non degli altri”. Non è ancora una denuncia, ma la voce di chi ha smesso di considerare l’abuso come un’ingiustizia esterna per accoglierlo come un inevitabile destino. I dati supportano l’urgenza del tema: nel 2026, Save the Children ha rilevato che il 47,1% dei giovani tra i 15 e i 19 anni è stato vittima di cyberbullismo.
La musica come dispositivo educativo
Prodotto da Francesco Ronsivalle (Skyner), il brano si distingue per una struttura dialogica. Alla voce di chi si sente schiacciato dai “giganti” risponde una seconda prospettiva che rompe la spirale dell’isolamento, ricordando che ogni sogno vale più di ogni colpo ricevuto. Il progetto è pensato come un vero e proprio dispositivo educativo da utilizzare nelle classi per sviluppare l’empatia e analizzare il ruolo di chi assiste in silenzio. Il videoclip ufficiale, diretto da Alessio Consoli, è inoltre disponibile in LIS (Lingua dei Segni Italiana) per garantire la massima inclusività.

Biografia artista
Il percorso di Clair unisce una solida formazione accademica al Conservatorio di Messina con l’esperienza quotidiana di insegnante di sostegno. Questa doppia identità le permette di creare un pop di respiro internazionale che non rinuncia mai alla funzione formativa. Con Colpa Mia, l’artista conferma la sua missione: trasformare la musica in un’occasione di confronto e in un ponte verso relazioni sociali sane, libere da ogni forma di sopraffazione.

