Gli alberi sono compagni silenziosi: non rappresentano solo il tramite, attraverso la fotosintesi, fra il sole e la terra, ma vibrano con le corde più intime dell’essere umano in una sinfonia universale che è insieme biologica e spirituale, celeste e terrena. Lo dicono i miti, le religioni e le tradizioni spirituali di ogni età; lo confermano costantemente i mistici e i filosofi, i monaci, gli scienziati e i poeti. Quando si entra in un bosco, si sperimenta con assoluta certezza la sensazione di essere finalmente tornati a casa. Circondati da inquinamenti e violenze quotidiane, si rischia infatti di far entrare nel proprio cuore la tossicità esterna. Ritrovare il contatto diretto con la natura, accoglierla nelle case e ricongiungersi al suo respiro originario diventa quindi una necessità vitale imprescindibile per la sopravvivenza dell’anima. Il nuovo saggio di Guidalberto Bormolini, Chiedilo agli alberi, con prefazione di Stefano Mancuso, invita a riscoprire gli alberi non come semplici arredi urbani, ma come l’asse portante della nostra comunione biologica e interiore.

L’imperativo ecospirituale per la cura del sé
Riconnettersi con la natura e portare la foresta nella quotidianità non è un lusso per il tempo libero. Si tratta di un atto di cura integrale, un vero e proprio imperativo ecospirituale e, soprattutto, un ritorno a se stessi. Questo approccio rigenerativo esplora l’idea profonda che la natura sia l’asse fondamentale attorno a cui sboccia l’essenza umana, fatta indissolubilmente di corpo, psiche e spirito. Un’essenza individuale che nasce, muore e rinasce continuamente in perfetta armonia con tutti gli esseri viventi. Questa evoluzione conduce alla realizzazione gioiosa di una comunione profonda con il Tutto, dove l’essere umano si riscopre come una singola nota nella grandiosa sinfonia del cosmo, capace di scendere a scoprire il paradiso nascosto nel proprio cuore per poi puntare verso l’alto, dove stormiscono le fronde e si raccolgono i frutti.
Biografia autore
L’autore del volume, Guidalberto Bormolini, incarna perfettamente questo profondo connubio tra materia e spirito. Con un passato professionale come falegname e liutaio, ha incontrato la meditazione in gioventù, entrando in una comunità di meditazione cristiana fino a essere ordinato sacerdote. Oggi, laureato in Teologia, è docente al Master End of Life dell’Università di Padova. Ha inoltre guidato la ricostruzione del borgo Tutto è vita, un villaggio abbandonato e trasformato in un avamposto di cura integrale e accoglienza, dove attraverso la meditazione ci si prepara a vivere la transizione della morte come una nascita alla vita.
