Vivere la fine di una relazione amorosa a vent’anni può trasformarsi nella perfetta metafora di un’alienazione sociale ben più profonda. È questo il fulcro di Passatempo, il singolo di debutto dei Bar33, un progetto musicale nato tra i banchi di una scuola di musica milanese dall’incontro di quattro studenti universitari: Matteo Barachini, Angelica Bocchino Cossar, Alessia Pignataro e Pietro Caniato. Disponibile su tutte le piattaforme digitali e su Spotify, il brano racconta le dinamiche di un rapporto vissuto su frequenze asincrone, dove la leggerezza di una parte si scontra con il forte coinvolgimento dell’altra. Sullo sfondo di un’alba romana, lo squilibrio affettivo genera incomprensioni, sensi di colpa e l’incapacità di leggersi dentro, fotografando la realtà di legami sentimentali spesso consumati secondo logiche usa e getta.

La resistenza analogica contro l’efficienza artificiale
Il testo del brano espande la dimensione intima per muovere una critica diretta a un presente veloce e automatizzato, in cui lo sviluppo delle intelligenze artificiali e il progresso tecnologico sembrano soffocare lo spazio dedicato all’immaginazione e alla creatività. In una società dominata da imperativi quali il rendimento, l’efficienza e l’adattamento continuo, i giovani avvertono costantemente lo spettro di sentirsi in ritardo, sostituibili o costretti a giustificare i propri desideri. Di fronte a questa radiografia di una gioventù iperconnessa ma profondamente isolata, i Bar33 scelgono di non arrendersi al cinismo imperante. Rifiutano l’anestesia dei social network, che impone di mostrarsi sempre vincenti e distaccati, e scelgono di tradurre il dolore nell’onestà di un suono analogico nato dal confronto diretto in sala prove.

Il sound e la struttura del progetto
Prodotto da Daniele Tiddia, il brano si struttura come un invito a rallentare per preservare la dimensione sacra dell’imprevisto e del sogno. All’interno della band, Matteo Barachini è l’autore di testi e musiche, oltre a ricoprire il ruolo di voce e pianoforte; Alessia Pignataro cura le linee di basso e Pietro Caniato siede alla batteria e alle percussioni. Per questa release d’esordio, la chitarrista Angelica Bocchino Cossar lascia la parte vocale femminile a Lavinia La Rosa, artista legata alla prima fase del progetto, ma tornerà al microfono nei prossimi brani in uscita. Il debutto discografico della band apre una strada che non impone verità assolute, ma rivendica con forza un diritto fondamentale per i ventenni di oggi: quello di continuare a sognare, anche a costo di sbagliare strada.

