L’Italia dei racconti nascosti: Basilicata

La Basilicata, regione incastonata tra Calabria, Puglia e Campania, con un territorio prevalentemente montuoso e collinare, possiede un’unica grande pianura: la Piana di Metaponto. Sul suo territorio è presente un vulcano, il Monte Vulture, ormai non più attivo. La Basilicata, il cui suo nome antico e storico è Lucania che deriva dai Lucani, una popolazione di origine sannitica che tempo fa abitava il territorio, ha nella sua cultura molte tradizioni legate al culto cristiano e pagano, con tantissime storie da scoprire.

Monachicchio: il folletto dispettoso (Matera)

Questa è una delle leggende più conosciute e raccontate, non solo in questa regione, ma famosa un po’ in tutto il sud. Chiamato con nomi diversi in base ai luoghi, in Basilicata è conosciuto come Monachicchio.
Si tratta di un folletto dispettoso che ha l’abitudine di salire sul petto delle persone quando dormono, ostacolando loro il respiro e turbando il sonno con incubi. Secondo alcune credenze, si dice siano anime dei bambini morti prima di essere battezzati, oppure angeli ribelli che il Signore ha scacciato dal suo regno. Quale sia la versione vera non si sa, ognuna probabilmente ha del vero, ma di certo si sa che avere a che fare con queste creature dispettose è molto fastidioso e non c’è alcun modo di liberarsene, a meno che non siano loro a stancarsi e lasciarvi per un’altra vittima. Alcuni dicono che se si riesce a prendere il loro berretto, impresa alquanto impossibile visto che sono molto agili, per riaverlo diventano mansueti e sono disposti a offrire qualsiasi cosa, ma ricordate che non ci si può fidare perché raramente mantengono la parola.

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Il segreto del conte Dracula (Acerenza)

Acerenza è un borgo a poco meno di 900 metri sul livello del mare in provincia di Potenza, inserito tra i Borghi più belli d’Italia, famoso per la sua storia millenaria e per la sua atmosfera di mistero. Qui si narra una storia che riconduce a un personaggio storico molto famoso: il principe di Valacchia Vlad III, noto anche come Vlad l’Impalatore, o meglio, il conte Dracula, personaggio del celebre romanzo dello scrittore irlandese Bram Stoker, che si è ispirato a questa figura per il suo iconico personaggio.
Nella cattedrale, in particolare nella cripta si trovano molti simboli esoterici, riferimenti ai vampiri e alla Romania. Ma questo perché? Secondo la tradizione locale, Maria Balsa Zaleska, figlia di Vlad III, fu mandata in Italia dal padre per sfuggire all’avanzata turca. Qui sposa il conte Giacomo Alfonso Ferrillo, riceve in dono la Cattedrale di Acerenza, curandone il restauro tra il 1520 e il 1524, inserendo elementi che celebravano la sua stirpe e la memoria del padre. Alla sua morte il corpo venne seppellito nella cripta e si dice che anche Vlad III sia stato seppellito qui e non in Romania come si pensa. Queste credenze sono alimentate dal fatto che la cripta ha dei bassorilievi dove sono raffigurati dragoni, mostri che azzannano colli umani e i simboli dell’ordine del Dragone del quale Vlad III apparteneva.

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Dolomiti Lucane: storia di pietre guerriere e di streghe (Castelmezzano)

Le Dolomiti Lucane si trovano nel territorio dei due comuni di Castelmezzano e Pietrapertosa. Questi rilievi presentano forme così particolari da aver stimolato la fantasia popolare, suggerendo nomi suggestivi come l’Aquila Reale, l’Incudine, la Grande Madre e la Civetta. Secondo il folklore locale, tuttavia, queste rocce sono davvero vive: guardiani silenziosi che vegliano sulla valle, creature magiche e antichi guerrieri pietrificati.
Questa atmosfera magica ha ispirato una storia e un affascinante progetto artistico paesaggistico. Il racconto si intitola Vito ballava con le streghe e prende vita lungo il Percorso delle Sette Pietre, un antico sentiero contadino che permette di rivivere la storia d’amore tra un giovane del posto, Vito, e una bellissima strega. L’itinerario si articola in sette tappe, ognuna delle quali ospita un’installazione che racconta ogni capitolo di questa antica fiaba.

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San Biagio, patrono e salvatore (Maratea)

Ogni luogo ha un santo patrono che veglia sulla propria comunità, ma a Maratea, San Biagio è stato un vero e proprio salvatore, specialmente durante la Seconda Guerra Mondiale. Secondo la tradizione, nell’VIII secolo d.C. una nave diretta a Roma con le reliquie del Santo fu costretta a fermarsi a Maratea a causa di una violenta tempesta. Questo evento fu subito interpretato come il segno della volontà del martire di restare in quel luogo. I suoi resti vennero così custoditi nel santuario in cima al monte che oggi porta il suo nome. Proprio qui si manifestò un prodigio che meravigliò gli abitanti: dalle pareti, dalle colonne della cappella e dall’urna sacra iniziò a trasudare un liquido chiamato Manna. Considerata dai fedeli come il sudore del Santo, che viene raccolta ancora oggi per benedire i malati e invocarne la guarigione.
Nel corso dei secoli i miracoli attribuiti a San Biagio sono stati numerosi, ma uno dei più celebri e significativi risale proprio agli anni del secondo conflitto mondiale. Diverse testimonianze dell’epoca raccontano che, durante un imminente raid aereo, una fitta e improvvisa nebbia avvolse interamente la città. I bombardieri, così, non riuscirono a individuare il bersaglio e le bombe finirono in mare, salvando Maratea dalla devastazione. Ma chi era San Biagio? Fu un medico e vescovo armeno vissuto tra il III e il IV secolo. Durante le feroci persecuzioni anticristiane scelse di rifugiarsi in una grotta sul Monte Argeo continuando a portare avanti la sua fede. Catturato dai soldati romani, affrontò il martirio e venne infine decapitato per essersi rifiutato categoricamente di rinnegare la propria fede in Cristo.

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Nel prossimo appuntamento scopriremo le storie di una regione situata nella zona sud-occidentale dell’Italia, che occupa la punta del nostro stivale, la Calabria.

2 pensieri su “L’Italia dei racconti nascosti: Basilicata

    1. Grazie mille, sono contenta che ti sia piaciuto. Anche io, come te, adoro il folklore e poter far conoscere le storie del nostro paese mi rende orgogliosa, abbiamo anche noi leggende che meritano di essere riportate alla luce. Sì, ogni regione ha la sua, bella e particolare. Grazie davvero per aver letto l’articolo.

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