Premio Italo Calvino 2026: il vincitore della 39ª edizione e la storia del premio più prestigioso per scrittori esordienti

Filippo Canoro è il vincitore della 39ª edizione del Premio Italo Calvino che si è svolta a Torino il 9 giugno. Lo scrittore di Pesaro vince con la sua opera intitolata Il sogno di un altro, sbaragliando i 1073 romanzi in gara.

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Nell’edizione 2026 vince la storia di un ragazzo trovatello

Il 9 giugno si è svolta a Torino, al Circolo dei lettori e delle lettrici, la finale della 39ª edizione del Premio Italo Calvino. Il concorso è diventato nel tempo il più importante trampolino di lancio per autori e autrici esordienti o emergenti. Tra i 1073 candidati di quest’anno, solo nove sono arrivati in finale: la vittoria è andata a Filippo Canoro, autore originario di Pesaro e residente a Parigi, con il suo romanzo intitolato Il sogno di un altro. Al centro del racconto c’è un ragazzo di diciotto anni, un trovatello comparso dal nulla, che intraprende un viaggio attraverso un Veneto bizzarro e surreale, sospeso tra fantasia e realtà. Attraverso gli occhi disincantati del giovane protagonista, il lettore scopre una terra cupa e complessa, dove trovare una via d’uscita o una salvezza sembra quasi impossibile.

La menzione speciale della Giuria è stata assegnata a Niccolò Lepori per il suo romanzo Perla, mentre altre due menzioni sono andate a Giorgia Testa per Keiro e ad Annalisa Maniscalco con Il notturnista. La giuria di questa edizione era composta da Maria Grazia Calandrone (poetessa, romanziera e due volte finalista del Premio Strega), Sebastiano Mondadori (scrittore, saggista e fondatore di scuole di scrittura), Francesco Pacifico (scrittore, traduttore e collaboratore di prestigiose riviste culturali), Piergiorgio Paterlini (giornalista, scrittore e autore teatrale e televisivo) e Nicoletta Verna (scrittrice e saggista).

Il premio che porta avanti un’attività del celebre scrittore

Il concorso nasce con l’intenzione di scoprire nuovi talenti portarli all’attenzione del pubblico e degli editori. I manoscritti, infatti, non devono essere stati pubblicati, neppure in Self, ma devono essere inediti e in lingua italiana. L’autore non deve mai aver pubblicato un romanzo o una raccolta di racconti, fatta eccezione per la partecipazione ad antologie. Il premio venne fondato nel 1985 a Torino, poco tempo dopo la morte del celebre scrittore. Nasce grazie alla volontà dell‘antropologa e studiosa Delia Frigessi (presidente fino al 2021) insieme a un gruppo ristretto di amici ed estimatori di Italo Calvino. Tra i fondatori originali si trovano nomi illustri come: Natalia Ginzburg, Norberto Bobbio, Lalla Romano, Cesare Segre e Massimo Mila.
Il premio non è solo un omaggio al grande scrittore, ma porta avanti un’attività a cui Calvino teneva moltissimo: lo scouting editoriale. L’autore, infatti, lavorò per molti come consulente per la casa editrice Einaudi, scoprendo e lanciando grandi talenti. Il concorso mantiene viva questa missione e, nel corso degli anni, ha fatto emergere molti grandi autori e autrici, come Susanna Tamaro che partecipò nel 1989 ricevendo una menzione; Paola Mastrocola autrice del romanzo La memoria del cielo e Francesco Piccolo, vincitore del Premio Strega nel 2014. Nella primissima edizione del 1986, la giuria decise di non proclamare nessun vincitore, l’albo d’oro fu così inaugurato solo nel biennio successivo (1987-1988) dalla scrittrice Pia Fontana con il romanzo Spokane.

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Biografia vincitore 2026

Filippo Canoro nasce a Pesaro nel 1995. Negli anni della formazione universitaria dimostra un forte interesse per le culture e le lingue orientali. Frequenta percorsi accademici d’eccellenza che lo portano a specializzarsi in letteratura cinese medievale; un ambito di studi che influenzerà profondamente il suo stile di scrittura. La sua carriera si sviluppa all’estero. Vive, studia e lavora in diversi paesi tra cui il Regno Unito, la Cina e gli Stati Uniti. Attualmente risiede a Parigi, dove lavora come ricercatore per un’università americana; studiando come le nuove tecnologie e gli algoritmi possano applicarsi all’analisi e alla conservazione della letteratura. Collabora con molte delle riviste culturali e letterarie italiane.

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