L’Italia dei racconti nascosti: Calabria

Calabria, situata a sud-occidentale, la punta dello stivale. Una regione con aspre montagne, paesini antichi e una costa spettacolare. Abitata sin dal Paleolitico e che ha visto fiorire numerose culture è un terra ricca di storie.

Il mito di Scilla: amore e gelosia (Reggio Calabria)

Scilla era una bellissima ninfa, figlia di Forco e Ceto, la sua è una leggenda che risale alla mitologia greca. Scilla amava passeggiare sulle spiagge di Zancle ed è qui che Glauco, pescatore della Beozia, trasformato in divinità marina, si innamorò perdutamente di lei, ma venne rifiutato perché Scilla aveva paura delle sue sembianze: metà uomo e metà pesce. Ferito, Glauco chiese aiuto alla maga Circe per ottenere un filtro d’amore. Circe, gelosa perché desiderava Glauco per sé, preparò invece una pozione velenosa e la versò nelle acque dove la ninfa di solito andava a fare il bagno. Non appena Scilla si immerse, le sue gambe si trasformarono in teste di cani feroci. Per l’orrore, la ninfa, si gettò in mare e si trasformò in uno scoglio.

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Il miracolo di Madonna di Tropea (Vibo Valentia)

All’interno della cattedrale normanna di Tropea si trova il quadro della Madonna di Romania, a cui sono legati molti miracoli. Il più significativo avvenne il 24 luglio 1943, nel cuore della Seconda Guerra Mondiale, poco prima della caduta del regime fascista. Mentre le truppe alleate stavano preparando l’avanzata verso la Calabria e gli aerei bombardavano la regione, a Tropea si sfiorò la tragedia. Alle 16 di un pomeriggio assolato, un gruppo di bambini stava giocando in un giardino nel centro del paese; all’improvviso, alcuni aerei sorvolarono l’area: uno di questi si abbassò e sganciò sei bombe proprio sopra i piccoli, che colti alla sprovvista rimasero a fissare il cielo aspettando la fine, ma è qui che accadde il miracolo: gli ordigni si conficcarono nel terreno senza esplodere. I bambini erano salvi e l’intera comunità attribuì immediatamente l’evento all’intervento protettivo della Madonna.

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Lo spirito di San Giovanni in Fiore (Cosenza)

Nel cuore del Parco Nazionale della Sila, a San Giovanni in Fiore, esiste una leggenda che è legata al celebre teologo e filosofo medievale, abate Gioacchino da Fiore, un personaggio citato anche da Dante nella Divina Commedia. Si dice che lo spirito dell’abate non abbia mai abbandonato i fitti boschi della Sila. I boscaioli e i pastori locali tramandano da generazioni la storia che, nelle notti di nebbia fitta o durante i forti temporali invernali, si può vedere una figura luminosa con un saio bianco che cammina silenziosamente tra gli alberi, benedicendo la natura incontaminata e proteggendo i viandanti che hanno smarrito la via sui sentieri montani.

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Il fantasma di Gioacchino Murat (Pizzo Calabro)

Il castello di Pizzo Calabro è famoso per essere stato il luogo di prigionia e di esecuzione di Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte. Nel 1815, Murat sbarcò a Pizzo Calabro nel tentativo di riconquistare il suo regno, ma fu catturato dalla popolazione locale, processato e fucilato all’interno della fortezza il 13 ottobre dello stesso anno. Prima di morire però, mostrò grande coraggio, rifiutando di farsi bendare e ordinando lui stesso ai soldati: “Salvate il viso, mirate al cuore, fuoco!” Da allora, i custodi del castello e molti visitatori, giurano che lo spirito del re francese non abbia mai lasciato la fortezza. La leggenda racconta che il fantasma di Murat si aggiri di notte tra i corridoi e le prigioni sotterranee.

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Il prossimo appuntamento andremo sull’isola più grande del Mediterraneo. Una terra ricca di storia, dominata nei secoli da greci, romani, arabi e normanni; celebre nel mondo per le sue spiagge mozzafiato, la cucina unica e il maestoso vulcano Etna: la Sicilia.

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