Un passato sepolto, una nuova vita da proteggere e un omicidio che cambia tutto. Così inizia il film Malloppo, in uscita nei cinema il 3 settembre. Ambientato a Ferrara, la pellicola unisce mistero e commedia in un intreccio avvincente, con situazioni che terranno col fiato sospeso gli spettatori. I protagonisti si confrontano con il loro passato e dettagli intricati che metteranno alla prova le loro relazioni. La trama porta il pubblico in un’avventura ricca di colpi di scena e momenti di tensione, rendendo Malloppo un film imperdibile per chi ama storie avvincenti.

La trama
Diego Viani (Diego Abatantuono) è un ex rapinatore, noto negli anni ’80 per i suoi colpi “a mano disarmata”. Dopo una lunga detenzione ha abbandonato il crimine e ha provato a rifarsi una vita aprendo un’osteria a Ferrara, dove oggi vive cercando di tenere il passato lontano. Il suo migliore amico è Michele Ragusa (Michele Foresta), uno scalcinato investigatore privato che vivacchia arrangiandosi tra casi di infedeltà coniugale. Con lui lavora Alex (Max Angioni), tirocinante non retribuito, mammone e imbranato, che sogna di diventare investigatore senza avere il minimo talento. Quando il passato di Diego si ripresenta sotto le sembianze di Salamandra, un vecchio complice che lo accusa di aver sottratto il bottino dell’ultimo colpo – cinque miliardi di lire in lingotti d’oro scomparsi nel nulla – tutto precipita. La morte misteriosa di Salamandra rende Diego il principale sospettato. Il commissario Castrone (Antonio Catania), che nutre verso Diego un vecchio odio personale, è convinto della sua colpevolezza. Nemmeno le proteste della figlia Sara (Irene Girotti), giovane poliziotta che non ha mai perdonato al padre il passato criminale, riescono a scalfire le sue certezze. L’unico a credere nell’innocenza di Diego è Ragusa che, affiancato dall’improbabile Alex, decide di indagare. La loro inchiesta li trascinerà in un vortice di vecchie conoscenze, sospetti e colpi di scena, dove sarà proprio la loro goffaggine a portarli, contro ogni aspettativa, alla verità.
Il film
La narrazione si sviluppa intorno a Diego, un ex rapinatore che, dopo anni di carcere, è riuscito a ricostruirsi una vita tranquilla con la moglie, la figlia, diventata poliziotta, e il suo ristorante. L’equilibrio viene però sconvolto quando un suo ex complice viene trovato morto e Diego viene accusato dell’omicidio. Il suo amico, un investigatore privato, decide di indagare insieme al suo assistente, scoprendo che la vicenda è molto più complicata del previsto. Un secondo omicidio, la misteriosa scomparsa di Diego e della moglie e le informazioni fornite dal cameriere conducono l’indagine fino a un casolare, dove emergono nuovi elementi. La situazione precipita quando Faustino rapisce la figlia della coppia. Tra inseguimenti rocamboleschi, fughe e situazioni surreali, Diego riesce a chiedere aiuto e, insieme all’investigatore e al suo assistente, organizza il salvataggio. Il film alterna continuamente mistero e commedia e nonostante qualche momento meno riuscito, la narrazione mantiene un ritmo vivace e offre una storia leggera e piacevole fino alla conclusione.
Cast e produzione
A guidare il cast è Diego Abatantuono, nei panni di Diego Viani, affiancato da Michele Foresta, nel ruolo dell’investigatore privato Michele Ragusa, e Max Angioni, che interpreta il suo giovane e improbabile assistente Alex. Nel cast troviamo inoltre Irene Girotti nel ruolo di Sara, la figlia di Diego, Antonio Catania nei panni del commissario Castrone, oltre a Maria Amelia Monti, Paola Sambo e Bebo Storti. Alla regia troviamo Volfango De Biasi, che firma anche la sceneggiatura insieme a Herbert Simone Paragnani, Gianluca Belardi, Irene Girotti e Salvo Di Paola. La produzione è affidata ad Attilio De Razza e Nicola Picone per Tramp Limited e a Guglielmo Marchetti per Notorious Pictures, mentre la distribuzione è di Vision Distribution.
Considerazioni finali
Nel complesso, Il Malloppo è un film che punta soprattutto sull’intrattenimento e sulla capacità di alternare il giallo alla commedia, riuscendo a catturare l’attenzione dello spettatore fin dalle prime scene. La narrazione procede tra indagini avvincenti, colpi di scena abilmente orchestrati e situazioni rocambolesche, lasciando spazio anche a momenti decisamente più leggeri che consentono di respirare in mezzo a tanta tensione e disvelamenti. Le situazioni volutamente sopra le righe non sempre convincono allo stesso modo, ma contribuiscono a definire il tono leggero e surreale della pellicola, creando un mix originale e stimolante. Il film non punta solamente alla comedy, ma esplora anche la voglia di riscattarsi e le seconde opportunità, anche se in alcune scene tutto si perde, diventando forzato e poco credibile. Tuttavia, è proprio questa capacità di oscillare tra il serio e lo scherzo che rende l’opera unica nel suo genere. È un film che funziona proprio sulla sua abilità di offrire una narrazione avvincente e al contempo divertente, senza prendersi mai troppo sul serio. La comicità proposta è apprezzata sempre, sebbene ogni tanto risulti stravagante. È una storia che non vuole solo far sorridere lo spettatore ma anche farlo riflettere, nonostante la comicità.
