L’ultima frontiera della neurodiversità: invecchiare nello spettro autistico

Torna la rubrica sullo spettro autistico, con il suo ventiquattresimo appuntamento.
Meno dell’1% della ricerca sull’autismo si è occupata finora delle persone anziane, lasciando milioni di adulti senza risposte sui propri bisogni terapeutici ed esistenziali. Uno scenario critico che inizia a cambiare grazie a recenti indagini epidemiologiche internazionali.

Il fenomeno ha proporzioni impressionanti: il numero di individui autistici con 70 anni o più è passato da circa 894.000 nel 1990 a quasi 2,5 milioni nel 2021, e si stima il raddoppio entro il 2040. La crescita risente della maggiore consapevolezza diagnostica e della modifica dei criteri clinici, che ha permesso l’identificazione in età avanzata. Intere generazioni sono cresciute senza supporti: oltre il 90% delle persone autistiche sopra i 50 anni è oggi non diagnosticato. La ricerca resta sbilanciata: tra il 1980 e il 2021 sono stati pubblicati oltre 40.000 articoli sull’infanzia contro appena 174 sulla terza età.

Graph showing projected growth of aging autistic population and service needs
© Ai Generated

I rischi per la salute e il cervello

Le lacune si riflettono sulla gestione clinica. Recenti indagini evidenziano che il rischio di sviluppare sintomi associati al Parkinson è tre volte più elevato negli adulti autistici rispetto alla popolazione generale. Una correlazione complessa, legata a mutazioni genetiche e all’uso prolungato di psicofarmaci. Emergono criticità anche sul fronte neurodegenerativo: fino al 35% degli anziani autistici sopra i 64 anni ha una diagnosi di demenza, contro il 10% dei neurotipici. Sebbene alcune reti neurali non subiscano un invecchiamento accelerato, una parte della popolazione mostra un declino precoce della memoria.

Genere e riforme: le sfide future

Un ambito marginale riguarda la salute delle donne. La transizione menopausale esacerba i tratti dello spettro, provocando ansia e dolori fisici intensi, a fronte di servizi sanitari inadeguati a comprendere sintomi atipici. Per superare l’approccio incentrato solo sul rischio, serve adottare il modello biopsicosociale, integrando studi longitudinali e includendo chi ha disabilità intellettiva. In Italia, la sfida si incrocia con la riforma delle politiche per gli anziani (Long Term Care), un’opportunità per rendere i servizi assistenziali accessibili alla neurodivergenza.

Infographic detailing Parkinson's risks in men, dementia causes and symptoms, and menopausal autism challenges.

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