La bellezza in tutte le sue forme: Corti Officine IED racconta il beauty al cinema

La bellezza non si ferma davanti allo specchio: può nascondersi in un gesto, in un sentimento, in una storia o in quei piccoli dettagli che rendono speciale la vita di ogni giorno. È proprio da questa idea che nasce la collaborazione tra Officine IED e Cosmetica Italia, che in occasione della nuova edizione della Milano Beauty Week, attiva dal 16 al 20 settembre, torna a portare la bellezza sul grande schermo attraverso il progetto Corti Officine IED. Durante la proiezione sono stati ripercorsi i due cortometraggi realizzati nelle precedenti edizioni, Piccoli Passi Via Bellezza 11, fino alla presentazione dell’inedito Elisir, nuovo racconto dedicato alle molteplici sfumature del concetto di bellezza.

Piccoli Passi

Diretto da Nicolò Riboni, Piccoli Passi affronta il tema dell’accettazione di sé e delle proprie imperfezioni, ricordando quanto imparare a piacersi e valorizzarsi sia fondamentale per costruire una vita più serena e autentica. Al centro della storia ci sono AndreaGinevra, due adolescenti apparentemente agli antipodi: lui è il ragazzo popolare della scuola, lei una ragazza spesso presa di mira dai coetanei e alle prese con il difficile percorso di accettazione delle proprie insicurezze. Dietro la sicurezza di Andrea si cela in realtà un ragazzo fragile, schiacciato dalla pressione sociale e dalle aspettative di chi lo circonda. A guidarlo verso una nuova consapevolezza saranno due figure femminili: la professoressa di educazione fisica Anna Gioia, che continua a credere in lui, e Ginevra, destinata a diventare per Andrea un’importante fonte di ispirazione. Sarà proprio attraverso di lei che imparerà a guardare se stesso e la vita con occhi diversi, un passo alla volta.

© Bee Chronicles Magazine

Via Bellezza 11

Con Via Bellezza 11, il cortometraggio diretto da Giuseppe Cardaci, il concetto di bellezza cambia prospettiva e si sposta nel territorio dei sentimenti, celebrando in particolare la gentilezza e il valore dei piccoli gesti quotidiani. Realizzato sotto forma di musical, il corto è ambientato all’interno di un condominio dove ogni inquilino sembra vivere nella propria bolla, troppo preso dalla frenesia di ogni giorno per accorgersi di chi gli sta intorno. A prendersi cura di tutti, quasi come un angelo custode invisibile, c’è Franco, il portinaio che ritira pacchi, annaffia le piante, sistema la spesa e conosce le abitudini di ciascun vicino, senza mai ricevere in cambio la stessa attenzione. L’arrivo di Anna, esuberante, socievole e attenta a ciò che la circonda, rompe però questo equilibrio e la ragazza si accorge subito della distanza che separa gli inquilini. A darle una ragione per intervenire è il sogno di Franco: conquistare l’ambito premio di miglior portinaio d’Italia. Per aiutarlo a realizzarlo, Anna dovrà riuscire convincere i vicini ad aprire gli occhi e a riconoscere quella bellezza spesso invisibile che si nasconde nei piccoli gesti compiuti ogni giorno per gli altri.

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Elisir

A chiudere il trio di cortometraggi è Elisir, l’inedito diretto da Camilla Francini, un’opera quasi interamente priva di dialoghi, in cui sono soprattutto le immagini a raccontare emozioni e significati. Protagonista è Viola, una bambina curiosa e creativa che guarda il mondo con spontaneità e meraviglia, riuscendo a trasformare i piccoli gesti quotidiani in autentici atti di bellezza. Al suo fianco c’è la zia Dalia, figura luminosa e affettuosa che accompagna Viola nel suo universo immaginifico, mentre Altea è la madre di Viola, una madre fragile e distante, appesantita dal peso dei ricordi.
Il ritorno nella casa di campagna dei nonni è per Viola un momento atteso con entusiasmo: tra il giardino e i giochi con la zia Dalia, la bambina trasforma quella casa in un luogo quasi incantato. Per Altea, invece, tornare significa fare i conti con scatoloni pieni di ricordi e con decisioni che sembrano difficili da affrontare. Viola osserva ciò che la circonda e prova a condividere con la madre la bellezza che riesce a vedere, affidandola soprattutto ai suoi disegni. Ma di fronte alla distanza e alla stanchezza di Altea, anche la bambina inizia a mettere in dubbio il proprio modo di guardare il mondo.
È allora che entra in gioco la sua immaginazione: Viola decide di affidarsi alla pozione di bellezza preparata insieme alla zia in giardino, un piccolo incantesimo che potrebbe riuscire a cambiare lo sguardo della madre e riportare alla luce ciò che il tempo e i ricordi sembrano averle fatto dimenticare. Un invito a non perdere quella parte di noi ancora capace di meravigliarsi, quello sguardo bambino che può aiutarci a riscoprire la vita e ciò che ci circonda con occhi nuovi.

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