Il docufilm di Jovanotti: chi non riflette sullo scorrere del tempo?

“Io non vivo molto nel mondo, vivo nel mio mondo.”

La musica iper-allegra e ottimista per Jovanotti è un’utopia ideale, in una realtà che una volta staccato il microfono non è poi così bella.
Lorenzo Cherubini
, in arte Jovanotti, si racconta nel suo primo docufilm Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, che assieme alla regia dai toni quasi psichedelici ci prende per mano in viaggio tra le diverse fasi della sua vita e di ogni essere umano, raccontando brutalmente le inquietudini che porta l’età anziana. Il documentario sarà disponibile al cinema dal 26 novembre al 2 dicembre.

© PLAION PICTURES Italia

Trama: Lorenzo contro Jovanotti

Dopo sette anni di produzione, ci troviamo di fronte ad un documentario che è cinema del reale.
Il cantautore Jovanotti ha appena soffiato le candeline dei sessant’anni e ha deciso di regalarci un’indagine intima e a tratti disturbante sulla sua storia personale, tanto Lorenzo come essere umano che Jovanotti come figura pubblica, passando da remoti filmati d’archivio dell’infanzia con la famiglia, fino alle prime dirette in televisione da ragazzo per giungere al suo successo maturo, con particolare attenzione al recente incidente in bicicletta che gli è costato un danno neurologico permanente.

Non è il Ragazzo Fortunato che conosciamo

Vita e morte, salute e malattia, gioventù e vecchiaia. Il documentario non è assolutamente la celebrazione dei successi del Ragazzo Fortunato che ci si potrebbe aspettare da un’artista dall’immagine così solare.
Viene raccontato il flusso di riflessioni intime di Lorenzo oltre che di una star, come uomo che sta entrando nell’età della vecchiaia e si scontra sempre di più con i limiti fisici e tempi di recupero dilatati.

Veniamo subito accompagnati nel backstage di una delle tappe del Jova Beach Party 2022, dove in riscaldamento e meditazione l’artista cerca una pace interiore prima di venire inghiottito dal caos della performance davanti al pubblico.
Come spettatori veniamo subito coinvolti, grazie alla ripresa della body cam possiamo virtualmente sperimentare in prima persona la sensazione di quei momenti.

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La promessa della narrazione viscerale è stata rispettata, al punto da risultare perturbante nel mostrare momenti di vulnerabilità totale, raccontati senza fronzoli, con la stessa immediatezza spensierata dei suoi testi, tra una passeggiata fra le tombe dei suoi famigliari o le riprese casalinghe della ginnastica riabilitativa quando non riusciva a stare nemmeno in piedi.

Aereo che crolla, la macchia di sangue suicida e altro cinema del reale

La regia di Dario Zonta e Carlo Zoratti ha deciso di ritrarre questa storia in totale contrasto con l’immagine pubblica di Lorenzo, avvalendosi di toni feroci e perturbanti, conditi di nostalgia e riflessioni sul passaggio del tempo.

Frequente l’uso dell’inquadratura soggettiva in prima persona, scelta distinta per una star di successo nazionale e internazionale, che evidentemente vuole far immedesimare ogni spettatore nel suo racconto.
I salti improvvisi tra le riprese della gioventù e quelle della vecchiaia spiazzano continuamente lo spettatore, rendendolo un docufilm capace di mostrare un momento in giro per un cimitero a narrare le lapidi, per poi passare subito a un filmato d’archivio spensierato dalla sua infanzia.

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La regia è onirica nel montaggio dei dettagli più crudi, ampliati e riproposti in modo che chi guarda non possa fuggire dall’impatto emotivo che ne consegue.
Si passa dalla triste macchia di sangue, appartenente a una signora che soffriva di depressione, vista da Lorenzo incisa sulla strada tornando da scuola, o lo schianto aereo per rappresentare la caduta in bicicletta, riprendendo la causa di morte del fratello pilota.

Il più grande spettacolo dopo la gioventù

Lorenzo Cherubini si rende conto di star invecchiando, e non ha paura di raccontarlo.
Essere sognatori dopo una certa età è meno accettato e proprio per questo il cantante si fa carico della sfida di continuare a parlare della gioia di vivere e della continua crescita interiore, senza lasciarsi invecchiare passivamente.

Ciao mamma, guarda come mi diverto

Per Jovanotti la musica è una condizione ideale. Sin dal primo momento del successo da adolescente, Lorenzo sente di vivere più nel suo mondo interiore che in quello reale, cercando nelle note la realizzazione della sua utopia ingenua in un universo che non è così puro.

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Lo sguardo sulla sua infanzia ci lascia intendere come la sua famiglia abbia influenzato profondamente la sua musica.
La funzione di portatore della felicità è un ruolo che si porta sulle spalle sin da piccolo, quando spiava la madre e la vedeva piangere in silenzio. Lorenzo divenne iperprotettivo e decise che regalare la spensieratezza fosse la sua missione, prima con la mamma, poi con il mondo intero.

Sentirsi minuscoli a fronte dei giganti: il rapporto con il produttore Rick Rubin

Da anni prosegue una stretta collaborazione tra il cantautore e il mostro sacro statunitense Rick Rubin, produttore per Eminem, Adele, i Red Hot Chilli Peppers o i Metallica.
I due si parlano in inglese, mentre Jovanotti prova un senso di terrore davanti a questa figura che gli smonta costantemente il lavoro fatto, per migliorarlo insieme.
Nei primi incontri Lorenzo si sentiva minuscolo, come un bambino alle elementari che non sa nulla. L’unico pensiero ad aiutarlo era che ogni artista, probabilmente, passa per questo processo di produzione.

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Un docufilm troppo oscuro?

Così come siamo abituati ai suoi testi che radicalizzano l’allegria, in questo docufilm viene estremizzata l’emozione opposta.
Pur senza alcun accenno agli elogi e critiche affrontate negli ultimi anni come persona pubblica, lo spettatore viene preso in contropiede, immedesimandosi e coinvolgendosi emotivamente: d’altronde, chi non rimugina mai sulla propria mortalità?

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Quando si riaccendono le luci in sala, la sensazione non è quella dopo un suo concerto: si esce provati, accorgendosi di aver esplorato le paure che accomunano ogni persona, oltre che artista.

Un must watch per i fan, funziona come visione per chiunque voglia essere travolto da una biografia coinvolgente o sia curioso della vita dietro alle quinte degli artisti, abbinata a una regia spettacolare.
Alla fine, scopriamo quanto Jovanotti conservi i doni della sincerità e purezza che lo contraddistinguono nel mettere a nudo anche le angosce.

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