In uscita il 16 ottobre per Ponte alle Grazie il nuovo libro di Marco Martinelli, Pietra acqua sogno, che racconta la vita e l’ossessione creativa di Francesco Borromini. Dall’infanzia sul lago all’apprendistato nella Fabbrica del Duomo di Milano, fino al decisivo approdo nella Capitale, il romanzo ripercorre la parabola di un artista unico e tormentato.

Trama
Quando si specchia nelle acque del lago, Borromini è ancora un bambino, si chiama Francesco Castelli. Taciturno, ostinato, tiene le pietre tra le dita come fossero creature vive, osserva le montagne, ascolta il silenzio delle forme. Il padre coglie quel fuoco negli occhi di Francesco e lo manda alla fabbrica del Duomo di Milano, nella dura disciplina delle botteghe degli scalpellini, dove il figlio impara il disegno e il costruire, e scopre nell’architettura la sua vocazione. Da lì, il passo verso Roma è inevitabile: l’incontro con Carlo Maderno, il maestro che ne sa riconoscere il talento; la corte papale seicentesca; i cantieri immensi della Basilica di San Pietro, l’incontro con Gian Lorenzo Bernini. Tra i due nasce presto una rivalità feroce: due modi opposti di guardare il mondo, due visioni inconciliabili dell’arte e della gloria, pur accomunate da una profonda sensibilità percettiva e da un’eccezionale voracità nei confronti della tradizione. Intorno a loro scorrono cardinali e filosofi, intrighi e pestilenze, splendori e cadute, mentre Borromini da forma a un’idea dell’architettura febbrile e nuova. Nascono allora le curve vorticose di San Carlo alle Quattro Fontane, la geometria visionaria di Sant’Ivo alla Sapienza, le prospettive ardite degli edifici, che si piegano e respirano come organismi viventi. Marco Martinelli è riuscito a raccontare il grande architetto dall’interno del suo tormento creativo, restituendoci non solo il genio, ma l’uomo fragile, ossessivo e inquieto, al servizio di una energia immaginifica che ha rivoluzionato il Barocco italiano. E il romanzo finisce così per somigliare alle opere di Borromini: rigoroso e sognante, in bilico tra la materia e l’invisibile.
La Roma barocca e lo scontro con Bernini
Sullo sfondo di una Roma secentesca fatta di intrighi, peste e complotti papali, prende vita la celebre e feroce rivalità con Gian Lorenzo Bernini, due modi di guardare il mondo radicalmente opposti, due visioni dell’arte e della gloria inconciliabili. Tra le sfide architettoniche di San Carlo alle Quattro Fontane e la geometria di Sant’Ivo alla Sapienza, Martinelli, regista e drammaturgo pluripremiato, restituisce un ritratto profondo dell’uomo dietro le quinte: un artista fragile e sognatore sospeso tra la concretezza della pietra e l’invisibile.
Biografia autore
Marco Martinelli è tra i maggiori registi e drammaturghi del teatro italiano. Fondatore e direttore artistico, insieme a Ermanna Montanari, delle Albe-Ravenna Teatro, ha vinto sette volte il premio Ubu. I suoi testi teatrali sono stati tradotti e messi in scena in dieci lingue. Per Ponte alle Grazie ha pubblicato Aristofane a Scampia (2016), che in Francia ha ricevuto il Premio della Critica e Nel nome di Dante (2019). Per Einaudi ha pubblicato la drammaturgia Lettere a Bernini (2024).

